Uber e la guida autonoma: matrimonio annunciato con 100 mila Mercedes Classe S

La guida autonoma è la soluzione ai problemi di Uber e Kalanick deve arrivarci presto: siglato l’accordo con Mercedes per un mega ordine di auto

Uber e la guida autonoma: matrimonio annunciato con 100 mila Mercedes Classe S
Crescono giorno dopo giorno i costruttori interessati a sviluppare auto a guida autonoma (e GM ne approfitta, leggi dell'accordo da 1 miliardo di dollari)o semplici software ed apparati di sensori capaci di applicare tale principio - questo per dire che non solo i brand automobilistici sono all'opera, ma anche industrie satellite come Bosch o Continental ma ad oggi le controversie non sono di certo un piatto facile da digerire per portare avanti questa impresa. Nel panorama mondiale c'è però Uber che sarebbe interessata a piazzare un sostanzioso ordine di auto a guida autonoma semplicemente per...eliminare i conducenti (e risolvere le dispute nate nel tempo con i tassisti).

NIENTE AUTISTI, NIENTE GUAI  

In Italia Uber tocca solo alcune grandi città e non è ancora conosciuto da tutti, ma promette di espandersi. E' un servizio che potremmo definire ibrido tra carsharing e noleggio con conducente, perché ti permette di chiamare un'auto e di farti accompagnare a casa, o comunque dove preferisci. Non è paragonabile ad un servizio taxi, ma nonostante tutto sono state tante le difficoltà riscontrate in passato da Uber, poiché la stessacategoria di tassisti si è sentita minacciata da un possibile crollo di clientela. La differenza sostanziale risiede nella condivisione dell'auto: il tragitto ha un costo fisso stabilito, che potrai poi dividere con altre persone, sconosciuti o amici, che condivideranno il tuo stesso tragitto. E' proprio in questo contesto che rientra la guida autonoma. Il perché è presto spiegato: eliminare l'autista vuol dire dirottare l'intero costo della corsa tra le finanze di questo servizio, dato che ad oggi solo il 20% del totale viene trattenuto, mentre il restante 80% finisce nelle tasche dell'autista che ha messo la propria auto a disposizione. In più non dimentichiamoci che auto a guida autonoma farebbero decadere le controversie sorte con i tassisti, poiché nessun conducente risulterebbe accusabile di svolgimento abusivo della professione.

LE AUTO CE LE METTE UBER

La sempre più ferrea volontà di TravisKalanick la mente dietro Uber - di costruire un parco circolante a guida autonoma sta sfociando in un sempre più crescente finanziamento verso la ricerca e sviluppo, oltra ad un cominciare a guardarsi attorno per valutare chi potrebbe riuscire a mettere sul tavolo delle trattative un'offerta congrua e che soddisfi in breve tempo le richieste. L'occhio è puntato verso brand come Audi, Mercedes e BMW, che già hanno programmi di sviluppo sufficientemente avanzati in termini di guida autonoma e semi-autonoma, ma una flotta di auto del genere significherebbe una variazione sul tema per Uber: le vetture non sarebbero più di proprietà dei privati e ciò comporterà l'accollarsi non solo i costi di acquisto, o produzione, ma anche di manutenzione. L'accrescere le spese vive a quanto pare non spaventa la società quotata in borsa per 62.5 miliardi di dollari, perché evidentemente i calcoli hanno evidenziato un rientro ed un surplus economico sufficiente dato dall'incremento del +400% di introiti per ogni singola corsa.

IL TALLONE D'ACHILLE DELLA GUIDA AUTONOMA

Ammesso che Uber riesca a concretizzare un sostanzioso ordine di auto autonome, o comunque a dotarsi in un qualsivoglia modo di un parco circolante di auto autonome, governi e leggi avrebbero probabilmente da ridire. La guida autonoma è uno status tecnologico embrionale, non ancora ben definito e soprattutto non ancora ben regolamentato dai governi. In alcuni casi sono stati autorizzati semplicemente i test su strada per permettere l'acquisizione di dati (leggi come Ford testa le auto in California) ma, nonostante siano attivi programmi a scadenza relativamente breve (leggi come viaggiare su bus autonomi dal 2017 in Gran Bretagna), la strada da percorrere per l'ok definitivo è decisamente ancora lunga.

Pubblicato in Attualità il 21 Marzo 2016 | Autore: Redazione


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