Pirateria stradale: 1.087 episodi, +7,7% nel 2015

Il 2015 registra un preoccupante record per la sicurezza stradale: aumentano in numero e brutalità gli episodi di pirateria rispetto al 2014

Pirateria stradale: 1.087 episodi, +7,7% nel 2015
Da quando s'è insediato, il Governo ha dichiarato guerra ai pirati della strada. A parole. Mentre ancora non riesce a far approvare il reato di omicidio stradale (vedi qui), il risultato è che la pirateria stradale aumenta: nel 2015, 1.087 episodi, +7,7% sul 2014. Un fenomeno dilagante, che fa paura un po' in tutta Italia (vedi qui Milano). Lo dicono le statistiche dell'Asaps (Amici Polstrada). Sono stati contati addirittura 146 morti abbandonati su strada da conducenti in fuga dopo l'incidente, con un incremento terrificante del 22,7% rispetto alle 119 vittime del 2014. I feriti sono stati invece 1.254, ossia +2,4% nel 2015 sul 2014.

NE VENGONO PRESI POCHI

È ovvio che è un po' tutto il sistema a non spaventare i potenziali pirati della strada. Nel 2015, il 56,2% degli autori è stato poi smascherato: pochissimi. E per giunta in calo rispetto al 57,8% del 2014. Su tutti questi eventi pesa ancora l'ombra dell'alcol e delle droghe: in 107 casi (17,5%) ne è stata accertata la presenza. Ma occhio: alcoltest e drogatest vengono spesso fatti a distanza di tempo dall'incidente; magari, nel frattempo, le sostanze alteranti sono scomparse dall'organismo. È probabile che, se i pirati fossero beccati al volo, alcol e droga risulterebbero ancora più decisivi. E per le piraterie più gravi quelle mortali, la percentuale degli ubriachi o drogati schizza al 25%.

NON TUTTI

Per non parlare del fatto che, giustamente, l'Asaps prende in considerazione solo gli atti di pirateria più grave: considerando anche i sinistri senza pesanti lesioni fisiche, il bollettino sarebbe ancora più pesante. Il problema è che, probabilmente, la pena per l'omissione di soccorso non fa paura; non svolge la funzione deterrente come deve. Ma l'omicidio stradale, come accennato in apertura, non è ancora realtà.

STRANIERI  DA SENSIBILIZZARE

Esiste inoltre un problema nel problema. Ci limitiamo a un semplice dato statistico: lo studio tiene conto anche della presenza di pirati stranieri, definiti per questo "attivi". Nel 2015, ben 161 dei 611 pirati identificati sono risultati stranieri. Ossia il 26,4% (in crescita rispetto al 24,2% nel 2014). Un numero gigantesco, se si pensa che non un quinto dei patentati è straniero: occorre sensibilizzare chi guida in Italia e forse non è abituato a determinate regole della circolazione. O non le conosce del tutto. Sono stati invece 113 gli stranieri soggetti passivi di pirati, pari all'8,1% del totale fra feriti e deceduti. Ancora una volta sono le categorie deboli della strada, in modo particolare bambini e anziani, a pagare un prezzo altissimo in termini di mortalità e lesività: 130 sono i minori coinvolti, 135 gli anziani coinvolti, rispettivamente il 9,3% e il 9,6%. Perché il pirata non conosce la parola pietà. I pedoni sono la categoria più tartassata, con 420 eventi: 76 i morti, pari al 52% dei decessi complessivi (molti più dello scorso anno quando furono 46 e il 38,6% del totale dei morti e 404 i feriti (32,2%). Infine i ciclisti: 155 gli episodi, con 19 lenzuola bianche e 145 ricoveri.

Pubblicato in Attualità il 28 Gennaio 2016 | Autore: E.B.


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