Pedaggi autostradali più cari: batosta del 2016

Aumenti già partiti il 1° gennaio 2016, si pagherà fino al 6,5%, come sulla A4 Torino-Milano

Pedaggi autostradali più cari: batosta del 2016
Questione di punti di vista. Secondo alcuni osservatori, e noi ci mettiamo fra questi, per gli automobilisti il 1° gennaio 2016 è scattata la mannaia degli aumenti dei pedaggi autostradali: l'ennesima batosta, puntuale, a ogni inizio anno. Secondo altri (vedi l'Aiscat, Associazione autostrade), invece, "ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del Governo", che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a 6 società  su 26. Ma andiamo con ordine.

RINCARO MEDIO: 0,86%

Anzitutto, il ministero dei Trasporti ricorda che gli adeguamenti delle tariffe autostradali vengono determinati in attuazione alle pattuizioni stabilite dalle Convenzioni tra lo Stato e le concessionarie autostradali e dalla normativa vigente. Gli incrementi sono parametrati al tasso di inflazione e alla remunerazione della spesa per investimenti eseguita e tengono conto del recupero di efficienza operativa, a vantaggio dell'utenza. Gli aumenti del 2016 riguardano 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%.

IN DETTAGLIO

Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna Società. In particolare, per Autostrade per l'Italia, l'incremento pari a 1,09% deriva dalla remunerazione di investimenti pregressi, in Convenzione unica del 2007 e nell'Atto aggiuntivo sottoscritto nel 2013. La variazione della Società Satap A4, pari a 6,5%, è connessa agli investimenti della terza e quarta corsia nella tratta Torino-Milano; mentre per la Società Strada dei Parchi, l'incremento deriva dalla necessità di riconoscimento della spesa per l'adeguamento della tratta Roma-Lunghezza. Per la Satap A4 e per la Strada dei Parchi è previsto anche il recupero di compressioni tariffarie operate negli anni precedenti, necessarie ad escludere incrementi eccessivi futuri. Per le Società interessate dall'aggiornamento periodico dei Piani economico-finanziari, si è convenuto di posticipare ogni variazione alla data di approvazione dei suddetti atti, al fine di escludere ripetuti e molteplici incrementi in corso d'anno. È prevista la proroga al 31 dicembre 2016 dell'agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l'autostrada, massimo 50 km, per raggiungere il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno.

L'AISCAT PROTESTA

Ma, come SicurAUTO.it aveva anticipato qui, l'Aiscat non ci sta: "La maggior parte dei Piani finanziari delle concessionarie autostradali, scaduti tra il 2012 e il 2013, non risultano a oggi ancora approvati da parte dei ministeri competenti nonostante siano stati presentati tempestivamente da parte dei concessionari e nonostante esistano precise indicazioni emanate dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) sulla tempistica relativa. Questo comporta, oltre a una violazione della normativa e del contratto, gravi danni per i concessionari i quali, in mancanza di un piano approvato, non sono messi in grado di effettuare gli ulteriori investimenti previsti, minando la credibilità  delle aziende e del Paese con pesanti ripercussioni sulla bancabilità  dei progetti. E ancora, lo scorso anno il Governo ha promosso degli accordi con la maggioranza dei concessionari autostradali finalizzati a calmierare in via provvisoria la tariffa. Le concessionarie autostradali e l'Aiscat hanno responsabilmente aderito vista la difficile congiuntura economica. Tali accordi prevedevano che, al fine di salvaguardare il principio della certezza del contratto, il Governo riconoscesse una forma di recupero del mancato incremento tariffario entro il 30 giugno 2015, termine spirato in assenza di alcuna concreta azione da parte del ministero per dar seguito agli impegni presi". Solo a fine 2015, conclude l'Aiscat, il ministero concedente ha fatto "sapere che il recupero avverrà  all'approvazione dei suddetti Piani economico-finanziari, con evidente aggravio di costi per l'utenza". 

Pubblicato in Attualità il 04 Gennaio 2016 | Autore: E.B.


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