L'auto volante è vicina: prime linee guida sui test di omologazione

La FAA ha indicato i criteri per provare modelli della TF-X, un'automobile con ali retrattili, propulsione ibrida e anche la guida autonoma

L'auto volante è vicina: prime linee guida sui test di omologazione
L'autorevole Federal Aviation Administration degli Stati Uniti ha concesso al costruttore Terrafugia, basato nel Massachusetts, il permesso di testare, in vista di un'omologazione, modelli in scala 1:10 del TF-X, un'automobile convertibile in aeroplano a funzionamento grandemente automatico.

PROVE A CONDIZIONI BEN PRECISE

La FAA ha accordato a Terrafugia la possibilità di condurre queste prove con strette limitazioni ma, nello stesso tempo, ha accordato all'azienda proprio per la specificità e il pubblico interesse dello sviluppo di questi veicoli - diverse esenzioni rispetto a test similari. L'Unmanned Aircraft System (UAS) da sottoporre alle prove, per esempio, non sarà soggetto alle certificazioni sulle emissioni sonore solitamente richieste. I limiti prevedono che il modello non pesi più di 55 libbre (circa 25 kg) e  non vada a più di 87 nodi (100 mph, ossia circa 160 km/ora) e ad altezze maggiori di 400 piedi, ossia 120 metri. Il modello dovrà volare soltanto ad una distanza che ne permetta il controllo visuale da parte del pilota (che dovrà avere un brevetto di volo e passare le visite mediche prevista dalla FAA) e quest'ultimo sarà affiancato da un osservatore a portata di voce; ogni altra persona dovrà rimanere ad almeno 500 piedi di distanza. Dal canto suo il modello, registrato e identificabile secondo le norme vigenti, dovrà essere in grado di tornare autonomamente in una location precisa e fissata a priori nel caso le comunicazioni con il pilota si interrompano. Ci fermiamo qui, perché l'elenco delle prescrizioni ha 31 punti e vari sottopunti, ma è interessante rimarcare come questo passo è il primo di un cammino che, fra 8 - 12 anni, potrebbe portare ad un'auto autonoma al quadrato, ossia capace di correre su strada e volare in modo automatico.

L'IBRIDO CHE VOLA

L'originale veicolo (anche se è riduttivo chiamarlo così) ha un muso simile a quello di una vettura ma le ali ripiegabili e la forma della parte posteriore della carrozzeria fanno capire ben presto come l'oggetto sia molto particolare. Le ali sono piuttosto corte (la forma della "scocca" fa capire come essa possa generare una portanza non trascurabile) e le loro estremità ospitano due motori elettrici - Terrafugia parla di "a megawatts of power lifts you" - orientabili anche in verticale - collegati a eliche di grande diametro con le pale ripiegabili. Essi servono solo per il decollo e l'atterraggio verticale e il graduale passaggio al volo orizzontale; quest'ultimo avviene grazie alla spinta fornita da un'elica intubata posteriore. I due motori nelle ali, prendendo per buoni dati che sono assolutamente preliminari, sviluppano quindi 500 kW l'uno, equivalenti a 780 CV, mentre quello che sembra l'unico motore a scoppio presente ha la potenza di 300 HP, pari a 304,1 CV o 223,7 kW. Occorrono quindi delle batterie per garantire agli avidi motori alari - anche la trazione su strada è elettrica - l'energia richiesta in fase di decollo e atterraggio ed infatti il materiale Terrafugia riporta come il motore endotermico serva a ricaricare le batterie e azionare l'elica posteriore. L'autonomia dichiarata è di 500 miglia con una velocità di crociera di 200 miglia/ora, valori che equivalgono a 800 km e 360 km/h rispettivamente. Notiamo come il TF-X sia, a tutti gli effetti, un veicolo autonomo la cosa non stupisce dato che il fly-by-wire è attivo da molti anni negli aeromobili - e la cosa lo rende guidabile anche da parte di chi ha poca o nulla esperienza nel volo. Terrafugia ha in fase di pre-produzione anche l'aereo stradale Transition ma per poter essere guidato esso richiede, a differenza del TF-X, un brevetto di pilota; il Transition, non decollando verticalmente, ha inoltre bisogno di una pista di almeno 750 metri.

CHIAMATELO

AUTONOMO Parlando di sicurezza possiamo dire, per esempio, come i motori delle eliche di decollo siano in realtà composti da 16 macchine elettriche in parallelo: anche qualora qualcuna di esse andasse fuori uso le rimanenti unità svilupperebbero una potenza sufficiente per un atterraggio morbido. Questo "autoplano" è omologato per il trasporto di 4 persone e il costruttore dichiara come esso dovrebbe essere più sicuro di una moderna automobile ma (sono ammessi gli scongiuri) un paracadute di emergenza dovrebbe renderlo ancor più affidabile. Dato che l'immatricolazione del TF-X non sarà quella di un velivolo di linea esso potrà operare soltanto negli spazi aerei non soggetti al controllo delle torri ma, in caso di emergenza dichiarata (decisa dal pilota o dal "velivolo" qualora il pilota si dimostri unresponsive), esso potrà atterrare anche nelle aree normalmente precluse. L'intelligenza del TF-X gli permetterà non soltanto di volare automaticamente verso un'area di atterraggio adatta (è sufficiente uno spiazzo con un diametro di almeno 30 metri) ma anche di evitare automaticamente il maltempo, gli altri velivoli e le aree proibite per il suo volo. Il decollo e l'atterraggio sono normalmente automatici mentre il volo può essere anche manuale - Terrafugia garantisce che la sensazione che si ha prendendo i comandi è simile a quella che si ha guidando un'auto - e prima di partire è necessario selezionare la zona di atterraggio prioritaria e due di riserva: se non c'è energia sufficiente per arrivare in tutte e tre o se le condizioni di qualche zona di landing sono proibitive il TF-X non partirà fino a che non risultino selezionate 3 zone appropriate.

Pubblicato in Attualità il 04 Gennaio 2016 | Autore: Nicodemo Angì


Commenti

Il Listino di SicurAUTO.it

Sogni un'auto nuova? Consulta il listino prezzi e configura la tua auto