La Citroen C3 dice addio ai francesi: 850 posti a rischio

Lo stabilimento di Poissy non farà più la C3 che per le vendite in calo sarà assemblata in Slovacchia con pesanti ricadute su 4500 dipendenti PSA

La Citroen C3 dice addio ai francesi: 850 posti a rischio
Passa il tempo e cambiano i numeri di produzione dei modelli; tendenze e necessità orientano da sempre il mercato e in un momento delicato di piccola ripresa i Costruttori analizzano scrupolosamente l'andamento dei modelli in gamma. Così Psa si è resa conto che la Citroen C3 non ha più "la forza" di una volta, quindi ha deciso che non le conviene più produrla nello stabilimento di Poissy, ma è opportuno spostarla in Slovacchia. Quale futuro per i dipendenti del Gruppo francese?
CAMBIA IL MERCATO Sarà sicuramente la crisi, saranno le tendenze, sarà che il mondo dell'automobile in questo momento storico vive quasi "alla giornata", pensando di programmare il futuro, ma con la consapevolezza di cambiare le strategie improvvisamente per gli imprevisti "dietro l'angolo". Basta penare che nel mese di giugno dello scorso anno la Citroen ha festeggiato uno storico traguardo: mezzo milione di C3 prodotte nello stabilimento francese di Poissy. Un traguardo che non rappresenta un caso isolato, perché la C3 dal momento del suo lancio sui mercati (era il 2002) è stata venduta in tutto il mondo in oltre 3,5 milioni di esemplari. Sarà poi anche la sfortuna che a volte genera degli aneddoti particolari: lo stabilimento di Poissy aveva rilevato la produzione della C3 dalla fabbrica francese di Aulnay-sous-Bois, che già dalla fine del 2013 iniziò a fermare la propria attività.  
LA QUESTIONE Giungendo alla notizia odierna, si viene a conoscenza della decisione presa dal Gruppo francese (che sta investendo molto in Iran, leggi qui con quali cifre!), quella cioè di tagliare, nello stabilimento di Poissy, il turno di notte a 850 dipendenti, a causa di una diminuzione della richiesta della C3, che necessita un rallentamento nella sua produzione. A dare conferma della notizia è stato anche il sindacato dei lavoratori, che ha chiesto che la comunicazione venga fatta a tutti i 4.500 dipendenti di Poissy. Così Psa ha fatto sapere che convocherà immediatamente una riunione straordinaria che vedrà la partecipazione degli alti responsabili del Gruppo francese e dei rappresentanti dei lavoratori. Ad ogni modo pare che verrà comunicato ai dipendenti che non ci saranno azioni forzate di licenziamento e che la rimozione per un periodo di tempo prolungato di un turno servirà a ristabilire un equilibrio che la C3 a Poissy non garantiva più.
LA C3 VA IN SLOVACCHIA Prima di tornare a parlare della C3, altre notizie sono giunte da Poissy, dove il portavoce dei lavoratori e del sindacato hanno mostrato comprensione verso Psa, augurandosi però che lo spostamento del lavoro a Poissy da tre turni a due turni non significhi fare a meno di posti di lavoro.  Altra notizia certa è che la produzione della Citroen C3 verrà portata in  Slovacchia nel 2017 (leggi qui le caratteristiche dello SpaceTourer che la Citroen presenterà a Ginevra), anno in cui si prevedono circa 140mila unità, distanti dalle circa 240mila del 2014. Va ricordato che Psa nell'ottobre del 2013 ha firmato un accordo sindacale di competitività che prevedeva il lancio di un modello in ciascuna delle sue fabbriche, investendo 1,5 miliardi di euro in quelle francesi, per arrivare al milione di vetture prodotte, entro l'anno in corso.

Pubblicato in Attualità il 05 Febbraio 2016 | Autore: Redazione


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