Guidatore sta male e fa incidente: duplice beffa per il passeggero ferito

Il passeggero prova a evitare il sinistro che la ferisce. Ma il giudice nega il risarcimento: dovrà pure pagare 21.000 euro di spese processuali

Guidatore sta male e fa incidente: duplice beffa per il passeggero ferito
La Gazzetta di Modena riporta una notizia agghiacciante. Nell'aprile 2009, una signora, Olga (badante ucraina 50enne che mette assieme 1.100 euro al mese) da passeggera di un'auto (Fiat Stilo), in seguito a un sinistro, causato dal guidatore (Arturo R. 63 anni), subisce ferite gravi. L'incidente (sulla via Emilia Est verso il centro di Modena) le ha lasciato segni indelebili: chiodi e placche dopo quattro operazioni ortopediche su tutto il fianco destro, disturbi agli organi e una invalidità del 33% secondo la perizia del medico legale. Viaggiava sulla macchina guidata dal figlio dell'anziana che accudiva: il guidatore ha avuto un malore e l'auto si è schiantata. In genere, il passeggero ha diritto al risarcimento. Ma in questo caso c'è un ma.

MALORE DEL CONDUCENTE

Infatti, per le lesioni fisiche la donna, come passeggero, ha chiesto 130.000 euro di risarcimento all'assicurazione. L'assicurazione UnipolSai s'è rifiutata di rimborsarla, offrendo invece una piccola somma. Motivo: per la compagnia, si è trattato di un "caso fortuito", espressione giuridica che indica eventi imprevedibili in un certo senso "residuali" rispetto a quelli della "forza maggiore", elencati nelle polizze. Il giudice non ha accolto la domanda di Olga, sostenendo che l'incidente è stato causato da un malore del conducente (un attacco di cuore) e quindi da un "caso fortuito". Vedi qui SicurAUTO.it che ha scritto di una vicenda per certi versi analoga.

BEFFA DOPPIA

Oltre alla prima legnata (niente indennizzo di 130.000 da UnipolSai, che s'è opposta al rimborso), il giudice l'ha condannata a pagare 21.000 euro di spese processuali. Sentenza che ha gettato Olga nella disperazione assoluta. Così ha deciso il Giudice civile di Modena Alberto Rovatti, accogliendo la tesi di UnipolSai, che esce assoluta vincitrice dalla controversia legale. Secondo UnipolSai, e anche stando al giudice, un attacco di cuore è un evento del tutto imprevedibile. La passeggera non ha diritto a un bel niente per tutto ciò che ha patito. A nulla conta il fatto che la donna (priva di patente), avendo intuito il malore del conducente, in macchina abbia disperatamente tentato di evitare il peggio percependo il pericolo. Per non schiantarsi alla rotatoria della tangenziale, ha tentato di sterzare, senza riuscire a controllare l'auto a folle velocità: il piede di Arturo, inerte, spingeva a tavoletta. Poi lo schianto e il mezzo s'è capottato. Per Arturo, una lunga degenza seguita dal decesso. Per Olga, un inferno sulla Terra.

"COMPLIMENTI" A UNIPOLSAI

Ma allora, un passeggero non può viaggiare tranquillo? Non ha la copertura assicurativa? Si gioca sui cavilli, sulle interpretazioni estensive dei commi di legge. "Paradossalmente - commenta il legale della donna, l'avvocato Davide Ascari, subentrato a un collega dopo la decisione del giudice - dopo questa sentenza, quando si sale in auto, bisognerà sempre accertarsi delle condizioni di salute del guidatore e valutarle con attenzione. Il giudice ha ritenuto che si trattasse di un caso fortuito perché il malore non rientrava tra le possibilità di accadimento. Lo dice il giudice citando la spontanea dichiarazione della badante come se fosse un consulto medico: Olga aveva detto che secondo lei il cuore di Arturo era in buone condizioni... Per questo abbiamo deciso di andare in appello. È una sentenza che crea un pericoloso precedente. Non conosco altri casi del genere nella giurisprudenza italiana. Oltretutto Olga deve pagare una somma per lei elevatissima per le spese processuali. Si può dire: cornuta e mazziata". Sotto il profilo squisitamente giuridico, dal punto di vista puramente tecnico, magari UnipolSai ha i cavilli, i garbugli legali, dalla sua parte: l'incidente non è avvenuto per responsabilità del conducente, ma per causa del malore. Umanamente ed eticamente, però, la cosa è davvero raccapricciante. UnipolSai esce dalla storia con 130.000 euro in più (il mancato rimborso), che potranno accrescere i profitti già stellari della compagnia. Però l'immagine di UnipolSai subisce una mazzata memorabile. Che i clienti di questa compagnia se lo ricordino. E pure i passeggeri, prima di salire a bordo di macchine assicurate UnipolSai. E non ci si stupisce se, al Senato, l'azione delle lobby delle compagnie (vedi qui) per tagliare i risarcimenti si fa feroce in queste ore...

Pubblicato in Attualità il 26 Febbraio 2016 | Autore: E.B.


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