Guida senza patente: come la depenalizzazione può fare i primi guai

Il primo incidente di un automobilista straniero con patente falsa finirebbe in una bolla di sapone, con una multa da 5.000 euro che non pagherebbe

Guida senza patente: come la depenalizzazione può fare i primi guai
La guida senza patente (inteso in particolare come documento mai conseguito, vedi qui) è stata appena depenalizzata. È infatti da poco entrata in vigore la norma che ha depenalizzato l'articolo 116, comma 15, del Codice della Strada: prima chi guidava senza patente perché mai conseguita, oppure revocata o sospesa subiva una multa di 2.257 euro, e veniva denunciato (aveva commesso un reato). Ora, stando al volere del Governo Renzi, non verrà più denunciato: niente reato, solo un illecito (vedi qui). Al posto della denuncia, ci sarà un verbale di 5.000 euro, ossia circa il doppio di prima. La nuova regola sta scatenando forti polemiche. E l'Asaps (Amici Polstrada) immagina quali sono i primi guai che questa nuova norma può fare.

UNA SIMULAZIONE

Facciamo finta che un automobilista straniero (ma ovviamente la questione riguarda pure gli italiani) causi un sinistro e, per questo, venga pizzicato al volante senza patente. O meglio, con patente farlocca. Non scatta la denuncia per reato, si tratta solo di un illecito. Sanzionato, questo è vero, con 5.000 euro di multa. Ma qui arriva subito la prima nota dolente. Il legislatore (volutamente?) ha lasciato che questa norma fosse depenalizzata, e che al posto dei 5.000 euro teorici si possa pagare con lo sconto del 30%. Morale: 3.500 euro di multa se si versa entro 5 giorni dalla notifica.

ALLA STREGUA DI UN DIVIETO DI SOSTA

Così, l'automobilista straniero che causa un sinistro ha lo stesso trattamento di favore di chi vìola un divieto di sosta: sconto del 30%. Quando fu concepita la riduzione del 30%, questa fu negata giustamente nei casi più gravi. Siccome la guida senza patente non rientra (di proposito?) nei casi più gravi, allora il guidatore ha diritto allo sconto. Una regola molto discutibile, e sul cui potere deterrente ci sarebbe da ridire.

SECONDO DISASTRO

La seconda nota dolente arriva con l'effettivo pagamento. L'automobilista straniero (o italiano) senza patente, è pure nullatenente? E allora, può anche non pagare. Né per intero né con lo sconto del 30%. Come farà lo Stato italiano a pretendere il pagamento del dovuto? Dopodiché, c'è l'argomento recidiva che è altrettanto scottante. In caso di ripetizione dell'illecito nel biennio, allora sì che scatta il reato. Ma come registrare entrambi gli illeciti in modo che emerga la recidiva? Esiste un unico registro dove annotare la prima e la seconda infrazione, e dove evidenziare il lasso di tempo intercorrente fra i due illeciti? Un mare di interrogativi che fanno davvero storcere il naso di fronte a questo strano provvedimento del Governo Renzi nel settore auto. Che va a far coppia con l'introduzione del pagamento del bollo per le auto storiche over 20 e under 30 anni (vedi qui la regola ingiusta); e con l'impossibilità di sbloccare la macchina dopo aver pagato la prima rata del debito con Equitalia (vedi qui il pasticciaccio brutto). Attendiamo con ansia la quarta regola voluta dell'Esecutivo che riguarda chi ha una vettura in Italia...

Pubblicato in Attualità il 22 Febbraio 2016 | Autore: E.B.


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