GM: auto rubate e stabilimento sequestrato illegalmente in Venezuela

Il Governo venezuelano sequestra illegalmente lo stabilimento GM in nome della nazionalizzazione, il colosso di Detroit promette battaglie legali

GM: auto rubate e stabilimento sequestrato illegalmente in Venezuela
Momenti di tensione per General Motors in Venezuela, le autorità di Caracas hanno disposto il sequestro dello stabilimento del colosso di Detroit. Si tratta di un'azione dichiarata illegittima dal costruttore, il quale opera nel Paese dell'America Latina da quasi 70 anni. Tra i beni sequestrati anche le automobili finite parcheggiate nei piazzali e in attesa di essere distribuite. Il danno economico è ingente ma quello sociale, per i lavoratori della fabbrica e dell'indotto, non è da meno.

GM PRONTA A DARE BATTAGLIA LEGALE

A dare la notizia del sequestro della fabbrica in Venezuela è stata la stessa General Motors nelle scorse ore. Il produttore nordamericano, come riporta l'agenzia ANSA ha dichiarato di voler interrompere qualsiasi tipo di attività nel Paese latino-americano, nel quale opera con la sussidiaria General Motors Venezolana, e di voler comunque adire alle vie legali per difendere i propri diritti (Scopri perché il lavoratori GM in UK temono l'acquisizione da parte di PSA).

POLITICA DI NAZIONALIZZAZIONE AGGRESSIVA

L'industria automobilistica in Venezuela è letteralmente in caduta libera, il Paese è in piena recessione e la forte svalutazione della valuta locale rende difficoltoso l'approvvigionamento delle materie prime per la produzione. La politica di nazionalizzazione di Nicolas Maduro, successore di Chavez, è alla base del sequestro dell'impianto General Motors. Oltre al settore petrolifero la nazionalizzazione è stata estesa anche ad altri settori industriali nei quali operano aziende straniere (Continuerà il Gruppo FCA a produrre Jeep in Venezuela?).

A RISCHIO IL FUTURO DI DIPENDENTI E INDOTTO

In una dichiarazione successiva al sequestro General Motors ha espresso preoccupazione per il futuro dei 2.700 lavoratori dello stabilimento, dei dipendenti dei 79 concessionari sparsi per il Paese e per l'indotto di fornitori e terzisti sorto intorno alle attività della fabbrica (Leggi qui perché 2000 lavoratori GM rischiano il posto in USA). Situazioni analoghe avvenute in Venezuela hanno dimostrato che i benefici di questa politica di nazionalizzazione aggressiva sono scarsi se non inesistenti, ma il Governo di Caracas prosegue imperterrito.

Pubblicato in Attualità il 21 Aprile 2017 | Autore: Gabriele Amodeo


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