Ferrari: 2 mila auto in più con l’arrivo della “economica” Dino

Il fondatore voleva “Poche auto ma esclusive”: l’anti Porsche con motore V6 potrebbe rivelarsi una scommessa alzando la produzione a 9 mila unità

Ferrari: 2 mila auto in più con l’arrivo della “economica” Dino
Da Enzo Ferrari, passando per Montezemolo, arrivando a Sergio Marchionne: ne ha fatti di cambiamenti l'Azienda di Maranello e con ognuno dei tre ha acquisito nuove linee di condotta e messo in atto strategie diverse. Con il "boss" di Fca la Ferrari sta vivendo una nuova era, dalla quotazione in Borsa alla ritrovata (almeno per ora) competitività in Formula 1, fino ai nuovi obiettivi di produzione, che vorrebbero più unità di serie sui mercati globali. Il Cavallino Rampante si prepara così a un periodo di intensa attività, durante il quale prenderà vita anche la nuova Dino. Ecco i dettagli della nuova strategia e della futura "entry level" nel listino Ferrari.
OLTRE LA TRADIZIONE C'è qualcosa in Ferrari che a Sergio Marchionne proprio non va giù; un qualcosa che è riconducibile alla storia e alla tradizione dell'Azienda di Maranello e che vede nelle parole del suo fondatore, Enzo Ferrari, un diktat ben preciso e sempre rispettato: "Produrremo sempre un'auto in meno di quanto ci richiede il mercato e finché seguiremo questa regola le cose andranno bene". Certo, di anni ne son passati da quando Enzo Ferrari ha fondato il suo Marchio, ma ciò che sta dietro a questo pensiero è del tutto originale. L'esclusività è per pochi e pochi numeri suscitano maggior desiderio di conquista, mentre tanta possibilità toglie l'ardore di possedere qualcosa che evidentemente non è poi così esclusivo. È chiaro però che Sergio Marchionne inizia a non pensarla proprio così, anche perché, purtroppo, nel nostro presente è proprio il mercato che detta le condizioni di salute e sopravvivenza di un'azienda automobilistica.
SERVONO PIU' UNITA' Così l'idea del manager italo-canadese è quella di aumentare le entrate del Cavallino Rampante. Come fare? Alzare i prezzi di listino non sembra una buona idea, così come non lo è quella di entrare in altri segmenti, perché si sa, la Ferrari è supercar e nient'altro. Così l'idea sarebbe quella di aumentare i numeri di produzione per modello e darne tanti altri a nuovi progetti, come ad esempio lo è quello che riguarda la Dino. Attualmente, per preservare l'esclusività del marchio, c'è un limite all'assemblaggio annuale fissato in 7.000 unità, sempre rispettato tranne che in due occasioni, ovvero nel 2014 (7.200 unità vendute) e nel 2015 (7.700 unità vendute). Al Salone di Detroit, però, Marchionne ha fatto capire il suo intento: "abbiamo bisogno di capire se il mercato può assorbire più di 9.000 unità l'anno". Se l'idea è attuabile, allora servirebbe a Maranello per incassare di più, agli investitori per "crederci di più" (dalla quotazione alla Borsa di New York le azioni di Maranello hanno già perso il 16%, leggi qui i dettagli del debutto a Wall Street) e all'immagine del Marchio per acquisire lustro grazie a nuovi modelli.
CIO' CHE SI SA DELLA DINO L'aumento di produzione, secondo alcuni analisti intervistati da Automotive News, potrebbe essere legato all'arrivo della Dino (leggi qui la nostra anticipazione sulla produzione di questo modello), che sarebbe la "entry level" della gamma Ferrari, con un prezzo di acquisto pari a circa 150.000 dollari e che potrebbe essere pronto per il lancio entro la fine di questo decennio. Alcune indiscrezioni  raccontano che la nuova Ferrari Dino sarà più leggera e più piccola della 488 GTB e potrebbe essere sviluppata su una base inedita, con un'architettura completamente nuova e leggera, realizzata principalmente in alluminio. Il design del nuovo modello potrebbe riprendere alcuni concetti sviluppati sul prototipo Sergio, e potrebbe essere equipaggiata con un motore V6 biturbo da 2,9 litri basato sul propulsore dell'Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde, declinato in due potenze, da 450 Cv e 600 Cv.  

Pubblicato in Attualità il 18 Gennaio 2016 | Autore: Redazione


Commenti

ILKönz il giorno 19 Gennaio 2016 ha scritto:

Eh sì, la quotazione in borsa... proprio una grande idea: dai 60$ del prezzo iniziale si è scesi a 40$ in nemmeno tre mesi. Ma poi... ritrovata competitività in F1? 3 GP in un'intera stagione, vinti sempre dallo stesso pilota, due dei quali soltanto per gentile concessione mercedes, sarebbero qualcosa di cui vantarsi? Infine, aumentare la produzione dei modelli stradali non farà altro che togliere prestigio al marchio Ferrari. Non si fanno certe macchine a serie limitata per puro caso! Il ritorno della Dino - ennesimo revival di nomi che dimostra l'assoluta mancanza di idee in casa FCA - non cambierà nulla.

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