FCA: stop alle auto. Dalle fabbriche USA usciranno solo SUV e pickup

Razionalizzazione drastica per FCA, che non produrrà più auto negli USA. La corsa dei SUV e dei pickup e la ricerca dei profitti fa chiudere le linee

FCA: stop alle auto. Dalle fabbriche USA usciranno solo SUV e pickup
Dire che una delle Big Three di Detroit possa smettere di produrre automobili negli Stati Uniti sembra un'eresia ma è in realtà la semplice descrizione di accadimenti futuri. Nei piani di FCA c'è infatti lo spostamento della produzione delle passenger car negli stabilimenti messicani, sudamericani e canadesi, lasciando agli impianti statunitensi soltanto la (redditizia) produzione di pickup, SUV e fuoristrada. L'operazione, che si inquadra nel piano miliardario di ottimizzazione della produzione (leggi degli investimenti da 1 miliardo sugli impianti Jeep), dovrebbe avvicinare i margini di profitto di FCA ai livelli degli altri marchi statunitensi.

LA PUNTA DELL'ICEBERG

Eventi premonitori di questa clamorosa operazione erano stati già osservati (sapevi che FCA aveva dato in adozione la Chrysler 200 e la Dodge Dart?) ma ora l'annuncio è ufficiale: le automobili del Gruppo FCA saranno prodotte soltanto al di fuori degli Stati Uniti entro l'inizio del 2017. Parliamo soltanto delle passenger car perché gli altri veicoli leggeri - SUV, pickup e off-road - continueranno ad essere prodotti negli USA. Le uniche eccezioni saranno la Dodge Durango, che è attualmente costruito nello stesso stabilimento della Jeep Grand Cherokee, a Detroit, e la "velenosa" e cattiva Dodge Viper, i cui volumi troppo bassi ne hanno però segnato il destino dato che il suo Model Year 2017 sarà l'ultimo.
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L'INVIDIA DEL PROFITTO

A catalizzare questa polarizzazione verso SUV e pickup (e la contemporanea "avversione" verso le berline) sono vari fattori: la crescente popolarità di questi veicoli negli States, i bassi prezzi del carburante ed il minor costo della produzione in Messico (importantissimo per veicoli di prezzo medio-basso). Notiamo, per inciso, come Ford abbia registrato un calo del 9% nei profitti del secondo trimestre, dato che la domanda negli Stati Uniti ha manifestato un certo rallentamento; pickup e SUV dovrebbero comunque continuare bene, giustificando queste importanti scommesse su di loro. Il CEO di FCA Sergio Marchionne, durante una conference call con gli analisti di Wall Street, ha commentato così: "Una volta completato questo processo speriamo che tutti i nostri impianti negli Stati Uniti producano Jeep o Ram". In effetti i brand Jeep e Ram sono stati i principali artefici dei recenti incrementi nelle vendite mentre i risultati delle Dodge Dart e Chrysler 200, nonostante lanci molto pubblicizzati, sono stati deludenti (leggi delle critiche di Marchione al design della Chrysler 200). Marchionne non usa giri di parole per indicare il traguardo di queste manovre: "Non ci saranno più automobili prodotte negli Stati Uniti e quindi ci aspettiamo che questa concentrazione ci consentirà di ottenere un margine di profitto vicino a quello degli altri". L'allusione è a quel 12,1% che General Motors ha riferito di aver ottenuto nel secondo trimestre del 2016. La delocalizzazione verso il Messico riguarderà anche la produzione dei modelli che sostituiranno le Jeep Compass e Patriot, una scommessa che ha un'incognita in più: la politica.

FUGA DAGLI USA

Donald Trump, in effetti, oltre a parlare del famigerato "muro" ai confini con il Messico, ha tuonato in più di un'occasione contro gli stabilimenti al di fuori degli Stati Uniti (leggi del putiferio scatenato da questo annuncio). Una vittoria dei repubblicani potrebbe essere quindi "pericolosa" in questo senso: questi investimenti sono un segno che gli OEM pensano alla Clinton come vincitrice? In ogni caso la situazione attuale degli stabilimenti FCA è questa, cominciando dagli USA: a Belvidere si fanno Dodge Dart e le Jeep Patriot e Compass, a Detroit nascono la Dodge Viper SRT, la Jeep Grand Cherokee, con la sua versione SRT, e la Dodge Durango. A Sterling Eights nasce la transfuga Chrysler 200 mentre a Toledo si assemblano le Jeep Wrangler (anche Unlimited) e la Cherokee; a Warren vedono la luce varie versioni della Dodge RAM 1500. Anche in Messico si assemblano diverse Ram: la 1500, la Mega Cab, la ProMaster, le 2500/3500, la DX Chassis Cab (per il mercato messicano), le Ram 4500/5500, le Fiat 500 e Freemont e la Dodge Journey. Dal Canada arrivano invece le Chrysler 300, le Dodge Challenger, Grand Caravan e Charger e le Chrysler Pacifica. Dal Venezuela, infine, vengono le Jeep Cherokee/Liberty, le Grand Cherokee e le Dodge Caliber. In effetti le berline classiche sono già oggi in gran parte assemblate al di fuori degli USA. Dato che si parla di produrre la nuova Freemont in Italia, sarebbe lecito aspettarsi qualche altra delocalizzazione nel nostro Paese? (leggi come lo stabilimento di Melfi sia stato premiato dei tedeschi)

Pubblicato in Attualità il 29 Luglio 2016 | Autore: Nicodemo Angì


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