FCA rimanda le Alfa Romeo: urge il piano ibrido per "pulire" la gamma

Marchionne annuncia il cambio di rotta: da sempre contrario all'elettrificazione, servirà dare una scossa anche a Jeep e RAM con le varianti plug-in

FCA rimanda le Alfa Romeo: urge il piano ibrido per
Il Lato Oscuro della Forza vale anche per FCA: i risultati del 2015 delineano una buona annata, nella quale spiccano le performances di Jeep e l'impennata dell'utile. La questione delle emissioni impone però particolari sforzi verso l'elettrificazione dei veicoli meno verdi: la cosa, insieme all'incertezza "cinese"e al calo del Brasile, sacrifica le Alfa Romeo.

COME TI RIPULISCO I BEONI

Le slide presentate da Sergio Marchionne agli analisti hanno delineato un quadro in chiaroscuro dal punto di vista finanziario e, nello stesso tempo, hanno sancito il deciso aggiustamento della politica industriale di FCA nella direzione di una maggiore "pulizia" della gamma. In una pagina particolarmente significativa della sua presentazione erano riportate le emissioni (esagerate) di alcuni modelli: la Jeep Wrangler 4 door, la Chrysler Town & Country e il pickup Ram. Anche se non erano indicati valori numerici, i modelli attuali - a parte il Ram 1500 - sono sopra i limiti delle emissioni (l'EPA aveva avvertito FCA sulle emissioni dei suoi SUV) che, ricordiamolo, tengono conto dell'area del veicolo e salgono al crescere di questa. La diapositiva indicava però anche i rimedi per uscire dall'incresciosa situazione: riduzione del peso, superfici aerodinamiche mobili per ridurre la resistenza, sistemi per ottimizzare la gestione energetica - come il servosterzo elettrico e lo "sgancio" della trasmissione nel caso non serva la trazione integrale - e, soprattutto, la progressiva elettrificazione di questi massicci veicoli, la cui produzione è irrinunciabile perché la loro incidenza sul mercato USA supera ormai quella delle berline tradizionali.

ARRIVANO LE IBRIDE!

L'introduzione degli ibridi sarà declinata in varie forme, anche in dipendenza al progressivo inasprimento delle normative americane (leggi perché diverse Case rischiano con i limiti europei del 2020) che prevedono step successivi. La nuova Wrangler a 4 portiere, ottimizzata negli attriti, nel peso e nell'aerodinamica, sarà già molto più pulita ma migliorerà ancora con l'introduzione di powertrain di nuova generazione e dell'ibridizzazione mild a 48 Volt nel 2018 (il gruppo Volkswagen riparte dall'ibrido a 48 Volt); ulteriori miglioramenti sono poi attesi da un nuovo motore diesel e dall'ibrido plug-in. Un percorso simile sarà seguito dal Ram 1500, la cui prossima generazione soddisferà ampiamente i limiti del 2018 mentre quelli del 2022 saranno ottemperati con i nuovi powertrain e l'ibridizzazione mild. Nata già efficiente e in regola con i limiti del 2018, grazie alla nuova piattaforma che abbina al benzina Pentastar depotenziato a ciclo Atkinson due macchine elettriche, la Pacifica (guarda le immagini del nuovo minivan di FCA) migliorerà ancora nella versione plug-in. Un'altra interessante diapositiva illustrava la situazione della gamma FCA rispetto alle emissioni di CO2: esse rimangono costanti fino ai model year 2019 per poi scendere con decisione; già oggi sono sotto ai limiti ma il risultato è ottenuto anche comprando, a suon di dollari, green credits, a parere di Marchionne comunque più economici dello sviluppo di motori più puliti. Un punto di vista che può funzionare nel breve ma non esime dall'obbligo di inquinare di meno, non solo perché lo chiedono le norme.

RIMODULAZIONE DEI PIANI

La presentazione di Marchionne era intitolata "Busines Plan Update 2014 - 2018" ed in effetti si è visto - purtroppo - un ridimensionamento degli ambiziosi piani su Alfa Romeo, a partire dagli investimenti che saranno ridotti. Se la Giulia arriverà quest'anno e il Mid-size Utility Vehicle a cavallo fra il 2016 e il 2017, le successive novità altri 2 SUV, una grossa berlina, 2 "specialty" e una Hatchback - saranno scaglionate fino al 2020. Domanda: come potranno la pur valida Giulietta e l'ormai vecchiotta Mito restare sul mercato ancora per anni? Anche se mai nominato, il Dieselgate è immanente in una pagina che annunciava - parallelamente alla notizia che i modelli attuali sono conformi e che funzionano nello stesso modo in strada e in laboratorio (ovviamente in condizioni comparabili) - controlli sui fornitori di software e sulle emissioni dei modelli già in produzione, formazione dedicata agli ingegneri coinvolti nelle certificazioni, la creazione di un gruppo di supervisione per le procedure di calibrazione e certificazione e controlli casuali sul rispetto delle normative. Fra i "numeri" possiamo citare una probabile fine della produzione, in un paio d'anni, delle Dodge Dart e Chrysler 200, anche per fare spazio alle arrembanti Jeep, le cui vendite sono balzate a 1,3 milioni nel 2015 con la prospettiva di arrivare a 2 milioni nel 2018. A fronte di indicatori positivi, nonostante la separazione di Ferrari, quali l'utile e il ricavo netti e l'EBIT, la liquidità è leggermente diminuita per il rimborso di diversi prestiti obbligazionari e anche per i costi dei richiami (un esempio dei quali è quello dei Ram per problemi agli airbag).

Pubblicato in Attualità il 28 Gennaio 2016 | Autore: Nicodemo Angì


Commenti

Renato S. il giorno 28 Gennaio 2016 ha scritto:

Ibride mild nel 2018? Ciumbia siamo avanti alla FCA. Dopotutto il mild (non full) hybrid debutterà solo 21 anni dopo la nascita della Toyota Prius. E una decina di milioni di auto ibride vendute nel frattempo. In pratica: quando Toyota comincia a lasciare l'ibrido per puntare sull'idrogeno, FCA lancia l'ibrido, ma solo un po'. Questo sì che si chiama guardare al futuro.

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