FCA dà in adozione Chrysler 200 e Dodge Dart: produrle costa troppo

Marchionne vuole far spazio in produzione a Suv e Pick Up e sfratta le berline americane di taglia media, si cerca un partner in outsourcing

FCA dà in adozione Chrysler 200 e Dodge Dart: produrle costa troppo
Le berline americane di taglia media non portano profitto al Gruppo FCA e il management è deciso a tagliarne i costi. Puntando all'outsourcing, Marchionne è alla ricerca di un partner industriale al quale affidare la produzione dei modelli "infelici".

DELEGARE A TERZI PER AUMENTARE I MARGINI

 La scorsa settimana a Ginevra Sergio Marchionne, con la sua proverbiale franchezza, ha dichiarato che le berline Dodge Dart e Chrysler 200 non producono profitto e continuarne la produzione è antieconomico. Il CEO FCA (nonostante abbia espressamente dichiarato di non amare lo stile della nuova Chrysler 200) sembra però non essere intenzionato a cancellare dai listini i due modelli. Si pensa piuttosto a un modo per abbatterne i costi di produzione e, di conseguenza, aumentare i margini di profitto. La soluzione sembra essere quella dell'Outsourcing, cioè delegare un'azienda partner alla produzione delle due vetture.

OUTSOURCING, LO FANNO TUTTI

L'idea dei vertici FCA non è di certo una novità assoluta, da anni le Case costruttrici per motivi economici e logistici demandano la produzione, anche di modelli di grido, ad altre aziende, spesso di piccole dimensioni e quindi fortemente motivate a gestire una commessa autorevole. Emblematico è il caso di Mercedes Benz, la quale fa produrre la Classe A dalla Valmet in Finlandia, la Classe G dall'austriaca Magna Steyr e la Classe R dalla AM General in Indiana. FCA ha all'attivo varie collaborazioni, come ad esempio quella con Mazda per la produzione della nuova Fiat 124 Spider, costruita sul pianale della MX-5 (scopri tutto sulla Fiat 124 Spider). Una volta sgravati dal carico di produzione delle due berline, gli impianti FCA verranno sfruttati per aumentare la capacità produttiva per modelli Suv e Pick Up, magari ibridi, per potere così ottemperare alle restrittive disposizioni EPA, leggi qui.

CHI SARA' IL NUOVO PARTNER STRATEGICO DI FCA?

La decisione presa da Marchionne ha innescato un certo chiacchiericcio riguardo il potenziale partner. Dopo la smentita di un coinvolgimento del gruppo PSA -leggi qui-, torna subito alla ribalta la fusione con General Motors, tradizionalmente "forte" nella produzione di auto compatte e mid-size (leggi la travagliata vicenda della fusione tra FCA e GM). Il colosso di Detroit però potrebbe far valere il suo peso e difficilmente rimarrebbe relegato al ruolo di semplice terzista, esigendo sicuramente un'attribuzione preponderante nell'accordo. Sembra in realtà più probabile una joint venture con un fattivo costruttore asiatico, puntando anche ai costi di manodopera più bassi rispetto a quelli nordamericani.

Pubblicato in Attualità il 10 Marzo 2016 | Autore: Gabriele Amodeo


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