Emissioni auto: l’Europa convoca Mercedes e Opel. Mega richiami in arrivo?

Dopo Renault, è la volta di Mercedes e Opel che dovranno spiegare perché le auto emettono valori oltre il limite nei test

Emissioni auto: l’Europa convoca Mercedes e Opel. Mega richiami in arrivo?
Secondo le previsioni emerse in questa "seconda fase" dello scandalo "dieselgate", oltre la già colpita Renault, altri Costruttori sono in attesa di "valutazione", anche se la loro colpevolezza è già stata dichiarata dai valori illegali delle emissioni inquinanti. I primi nomi che sono stati affiancati alla Casa francese sono stati quelli di Mercedes-Benz e Opel, chiamati ora a dare le stesse spiegazioni "sul caso", come accaduto qualche giorno fa alla Renault, dinanzi la Commissione tecnica governativa. E' questa dunque l'ultima novità, ma nei prossimi giorni potrebbero aprirsi nuovi scenari.
STESSA SORTE DI RENAULT Mercedes e Opel sono stati due Costruttori che fin da subito, insieme alla Ford, sono stati messi sul banco degli imputati per le elevate emissioni inquinanti, che non rispettano quanto stabilito dalla legge (ecco aperta così la "seconda fase" del dieselgate; leggi qui come è iniziata!). Mentre però la "ripresa"dello scandalo si è concentrata solo ed esclusivamente sulla Renault, gli altri Costruttori hanno avuto il tempo, restando alla finestra, di trarre le loro conclusioni, dopo chiaramente un approfondito esame di coscienza. Questo tempo però sembra essersi concluso, perché la Commissione tecnica governativa che ha ricevuto lunedì scorso il Marchio francese, adesso aspetta, con un appuntamento preso per il 28 di gennaio, sia la Mercedes-Benz che la Opel. Quali spiegazioni daranno alle autorità competenti?
NULLA DI DIFFERENTE Si presenteranno di sicuro, sia la Mercedes-Benz che la Opel e in futuro, dovesse esserci l'interessamento di altre Case automobilistiche, non cambierà nulla, la procedura è quella vista per il Gruppo Volkswagen (che ora ha messo in atto una spending review; leggi i particolari della nuova strategia) e la Renault. Solo che, almeno fino a ora, sia l'Azienda francese, che la Mercedes-Benz e la Opel, a quanto pare non dovranno spiegare nessun "ingegno" occultato, o alcuna manomissione fatta ad hoc per nascondere i valori, come invece fatto dal Gruppo tedesco, scoperto nel settembre scorso. Questo è già molto significativo, perché consente di far chiudere il cerchio investigativo che (e si tratta di una riflessione che tra gli addetti ai lavori "gira" da qualche mese) mette in luce una vera problematica relativa i test fatti dalle Case e dalle autorità,  mentre "in mezzo" ci sono anche i fattori ambientali.
CI SONO TEST E TEST Nel frattempo è bene ricordare che nessuno dei Marchi sopra citati (esclusa la Renault, leggi qui i dettagli dei richiami) ha ufficialmente richiamato dei veicoli, ma è facile supporre che dopo l'incontro con la Commissione tecnica governativa francese qualcosa di simile accadrà (proprio come accaduto alla Renault). Di sicuro però, a meno che colpi di scena eclatanti non illumineranno le indagini, anche da questo punto di vista poco cambierà, perché si parlerà di problema al funzionamento del filtraggio che ad alcune temperature non "fa più il suo dovere", quindi si potrebbe pensare ad aggiornamenti del software, ma sicuramente (perché la voce unanime si fa sempre più forte) si dovrà pensare a stabilire nuovi test con dei nuovi parametri. In fase di confronto, le autorità controlleranno i risultati dei loro test (in laboratorio) con quello delle Case chiamate a deporre spiegazioni (sempre svolto in laboratorio). La discrepanza avviene quando si mettono a confronto i dati emersi nelle prove su strada, dove le condizioni di marcia e ambientali fanno la differenza, anche e soprattutto nei risultati finali. Premesso che è giusto continuare a pretendere automobili sempre più rispettose dell'ambiente, il problema è che ci si deve arrivare in modo corretto, impegnando i Costruttori a investire in nuovi progetti ma anche mettendoli in condizione di verificare se il loro lavoro rispetta con più coerenza la mission, una volta che l'automobile è su strada.

Pubblicato in Attualità il 21 Gennaio 2016 | Autore: Redazione


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