Ducati, Man e Scania in vendita. Il Dieselgate costa caro e VW ci ripensa

Un funzionario VW avrebbe confermato che la vendita di Ducati e Scania è vicina: il Gruppo ricaverebbe 12 miliardi a fronte dei 50 per il Dieselgate

Ducati, Man e Scania in vendita. Il Dieselgate costa caro e VW ci ripensa
Facciamo l'ipotesi che gli "amministrativi" di Volkswagen (quanti saranno, migliaia?) fossero all'oscuro del defeat device: cos'avranno pensato quando è stato chiesto loro di trovare qualche decina di miliardi di euro per pagare sanzioni, richiami e risarcimenti? Se questa domanda rimarrà senza risposta, almeno per i comuni mortali, un altro quesito potrebbe invece risolversi a breve: Volkswagen venderà, come si dice, la sua divisione truck, e magari Ducati, per fronteggiare i costi del Dieselgate?

VIVERE NEL POST-SCANDALO

La storia industriale di Volkswagen ha conosciuto diversi punti di svolta: se uno dei più positivi è stato sicuramente la nascita della Golf del glorioso Giugiaro (leggi la storia dei primi 40 anni della Golf), il Dieselgate è senza dubbio uno dei più tragici, con un enorme danno d'immagine e un'emorragia finanziaria tanto grande quanto indeterminata. Per tamponarla - la notizia è recentissima - a Wolfsburg stanno tenendo "tutte le opzioni aperte", comprese la vendita o una IPO (Initial Public Offering) della sua redditizia divisione che si occupa dei veicoli pesanti e che comprende, oltre ai commerciali Volkswagen, i marchi globali Man e Scania. Questa mossa porterebbe capitale fresco, mai così necessario in questo momento: la Casa automobilistica tedesca sa che dovrà sborsare tantissimi soldi ma non sa ancora quanti.

QUANTI SOLDI OCCORRONO?

Per lo scandalo delle emissioni VW ha già messo da parte più di 9 miliardi di euro e ha ottenuto, da un consorzio di banche europee, quasi 18 miliardi ma alcuni analisti ritengono che il costo effettivo potrebbe essere più del doppio di questi stanziamenti (Müller ha parlato di spese per 40 miliardi). È per questo che, oltre ad una drastica cura dimagrante (leggi la spending review di VW), si rinnovano le voci della possibile vendita di alcuni marchi sono 12 in totale - del Gruppo. Un esponente di Volkswagen ha infatti detto che. "Stiamo tenendo aperte tutte le opzioni per quanto riguarda l'espansione all'estero, un possibile cambio di gestione, e anche una quotazione in borsa". Sappiamo che Volkswagen ha nella "pancia" due dei global player nel settore dei camion pesanti, Scania e MAN, e produce veicoli commerciali con il proprio marchio Volkswagen. La casa automobilistica per portare a termine queste operazioni, nel febbraio del 2014, aveva anche assunto un manager di Daimler, Andreas Renschler. VW stava valutando, secondo una rivista tedesca dedicata ai manager, la possibilità di uno spin-off della divisione camion già prima che lo scandalo scoppiasse. Fiat, per esempio, ha scorporato la sua analoga divisione già da diversi anni.

SFOGLIANDO LA MARGHERITA DEI MARCHI

Fonti di VW, gà all'inizio di quest'anno, hanno suggerito che l'azienda potrebbe cedere alcuni asset (leggi il bivio di VW: vendere qualche marchio o licenziare) per garantire la linea di credito accordata dalle banche. Si è perfino fatto il nome della controllata Ducati, che nel 2015 ha ottenuto i risultati migliori di sempre: le 54.800 moto vendute equivalgono ad un + 22% rispetto al 2014. Gli analisti hanno stimato che il business dei camion potrebbe fruttare quest'anno a VW 1,3 miliardi di euro mentre la divisione varrebbe 12 miliardi. Ovviamente una dismissione avrebbe i suoi pro e contro. Conservare la divisione truck potrebbe rivelarsi interessante per Volkswagen dato che è profittevole e aiuterebbe a bilanciare le difficoltà delle auto. D'altro canto il Gruppo è tutto focalizzato nel recupero del Dieselgate e potrebbe non essere in grado di gestire e far crescere i camion, ad esempio nel mercato nordamericano nel quale VW, di fatto, non è presente. Per il mercato dei veicoli industriali si preannunciano però tempi difficili, complice un clima economico stagnante, e un'eventuale dismissione potrebbe non portare i frutti sperati. In attesa di capire come evolverà la questione, registriamo il fatto che l'assemblea degli azionisti, fissata per il 21 aprile, è stata spostata a data da stabilirsi, un altro segno dell'incertezza che aleggia nel Gruppo.

Pubblicato in Attualità il 12 Febbraio 2016 | Autore: Nicodemo Angì


Commenti

ILKönz il giorno 12 Febbraio 2016 ha scritto:

Nel 2015, VW è stato il primo gruppo industriale *in assoluto* (quindi non soltanto tra quelli automobilistici) a investire in ricerca e sviluppo in Europa. Fonti ufficiali di Bruxelles. E hanno già pronti da produrre ben 20 nuovi veicoli tra PHEV ed EV, a partire dal Budd-E Sinceramente faccio fatica a credere che ora abbiano un ripensamento del genere.

Alex il giorno 23 Febbraio 2016 ha scritto:

Il gruppo Volkswagen è e rimane il punto di riferimento nella qualità del prodotto, il tanto atteso crollo delle vendite non c'è stato, anzi... Dubito che siano disposti a cedere la proprietà della socieà VW Truck, piuttosto una quotazione in borsa mantenendone il controllo azionario la vedo più probaile. Gli americani abbasseranno la cresta, la multa ci sarà ma sarà molto inferiore a quanto annunciato.

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