Dopo lo scandalo, Volkswagen torna all'uomo-qualità di 10 anni fa

L'asso della qualità Porsche, sospeso, rompe con VW. Al suo posto torna Rothenpieler l'ingegnere 58enne che ha seguito Bentley e Skoda

Dopo lo scandalo, Volkswagen torna all'uomo-qualità di 10 anni fa
Gli avvicendamenti sono normali in ogni azienda e non dovrebbero fare troppa notizia. Quando i cambiamenti riguardano Volkswagen e avvengono dopo quei giorni di settembre nei quale è scoppiato lo scandalo delle emissioni (leggi com'è iniziato tutto, a partire dal rischio megamulta) allora le orecchie si drizzano e l'attenzione aumenta.

UN RUOLO CHIAVE

La notizia è abbastanza stringata: Frank Tuch, che è a capo del controllo qualità del Gruppo Volkswagen, ha lasciato l'azienda con una decisione autonoma e non con un provvedimento di VW. Il suo posto sarà preso, a partire dal 15 febbraio, da Hans-Joachim Rothenpieler, un veterano che lavora in Volkswagen da 30 anni. Tuch ha 48 anni e ricopriva l'importante incarico di responsabile della qualità aziendale di VW dal 2010. Tuch aveva ricoperto un ruolo analogo in Porsche ottenendo peraltro lusinghieri risultati: la casa di Stoccarda si era infatti piazzata al primo posto, per 3 anni di seguito, ai vertici dell'indagine Initial Quality Study condotta da J.D. Power and Associates.

ARRIVANO I VETERANI

Tuch, dopo un intervallo in Lotus, è poi approdato all'importante ruolo di responsabile della qualità del Gruppo VW grazie all'interessamento dell'ex CEO di Volkswagen Martin Winterkorn, proprio in virtù dei suoi ottimi risultati in Porsche. L'ormai ex responsabile della qualità ha ceduto il posto a Hans-Joachim Rothenpieler, ingegnere, che ha già ricoperto incarichi in Volkswagen, Bentley e Skoda e che era stato nominato responsabile dello sviluppo tecnico dei veicoli commerciali VW dal 2014. Il suo incarico sarà assunto dall'attuale capo dello sviluppo di Skoda, Harald Ludanek, attualmente direttore della Ricerca e Sviluppo del brand Scania, attivo nel settore dei camion pesanti. Rothenpieler riporterà direttamente all'amministratore delegato VW Matthias Müller, che ha "rimescolato" un certo numero di manager chiave dato che vuole riformare la cultura aziendale nel campo della gerarchia, ritenuta da molti esperti come un fattore che ha reso possibile l'imbroglio (leggi come a queste conclusioni erano giunti anche i 480 esperti che stanno indagando su VW).

LA QUALITÀ O QUALCOS'ALTRO?

Frank Tuch era stato sospeso a ottobre dopo l'esplosione del Dieselgate: anche se il suo ruolo era diverso dallo sviluppo ed il controllo dei motori e delle emissioni, si è "mormorato" che sapesse qualcosa elle emissioni truccate (per saperne di più leggi questo post che parla anche di come le Svizzera abbia sbloccato alcuni modelli VW). Tuch sta lasciando VW, anche se l'Azienda non vorrebbe, per una sua decisione che lo porterà ad affrontare nuove sfide altrove, ma rimarrà consulente del Gruppo, come dichiarato dalla casa automobilistica. Frank Tuch è uno dei nove manager di alto livello che Volkswagen ha sospeso da quando è esploso il Dieselgate ma, ovviamente, anche molti addetti meno in alto nella gerarchia hanno subito la stessa sorte (leggi della sospensione di due ingegneri per le emissioni fasulle del 3.0 TDI). A Volkswagen non sembra dispiacere questa decimazione, tant'è che ha dichiarato: "il numero dei top manager che riportano direttamente a Müller è stato quasi dimezzato, in un disegno che vuole fare di Volkswagen un'azienda più snella e più veloce nei suoi processi decisionali interni". Jeffrey A. Thinnes, un ex dirigente Daimler che lavora come consulente aziendale per questioni di conformità ed etica, sostiene però che una gestione di questo tipo, con uno stillicidio di notizie che continuano ad essere pubblicate, potrebbe influenzare negativamente la motivazione e la produttività.

Pubblicato in Attualità il 09 Febbraio 2016 | Autore: Nicodemo Angì


Commenti

Cerca Crash Test Auto

Stai per acquistare un’auto? Controlla se è davvero sicura! Clicca e scopri