Dieselgate VW: in arrivo un risarcimento a 600 mila clienti

Volkswagen assume un super mediatore per la liquidazione del Dieselgate USA: diverse opzioni oltre al rimborso e crolla l’ipotesti del danno biologico

Dieselgate VW: in arrivo un risarcimento a 600 mila clienti
Le grane dello scandalo emissioni non sono certo finite per Volkswagen, il costruttore tedesco deve districarsi tra le mannaie che molti Governi sembrano impugnare e il malcontento di milioni di clienti traditi e delusi. Confidando in una distensione del clima, la Casa di Wolfsburg ha recentemente proposto un lauto risarcimento ai 600.000 clienti USA, proprietari di modelli coinvolti nel Dieselgate. Ma in cosa consisterà questa "compensazione"? Scopriamolo assieme.
UN MAGO DELLE MEDIAZIONI A CAPO DEL FONDO VW E' risaputo che, mentre divampava l'escalation dello scandalo emissioni, i tesorieri Volkswagen provvedevano a creare un fondo economico per fronteggiare il post-dieselgate. A capo di questo fondo è stato posto l'avvocato Kenneth Roy Feinberg, noto per aver mediato i risarcimenti delle vittime dell'11 Settembre, quelli relativi allo scandalo del blocco accensione General Motors (leggi il difetto GM costato la vita a 104 automobilisti) e per aver gestito le conseguenze finanziarie dei petrolieri BP per il disastro ambientale della piattaforma offshore Deep Water. Feinberg è adesso chiamato a imbastire un accordo per dirimere le circa 600.000 richieste di risarcimento avanzate dai clienti nordamericani.
LA BOCCIATURA DEL FIX APRE LA STRADA AI RISARCIMENTI Ad oggi non è stata trovata una soluzione di tipo tecnico che permetta di modificare le auto taroccate, riportandole ai limiti di emissioni previsti dalla legge senza inficiarne le prestazioni. Il "fix" proposto da Volkswagen nei primi giorni del 2016 non è stato approvato ne dal California Air Resources Board (CARB), ne dall'Environmental Protection Agency (EPA) (Leggi gli USA respingono il Fix Volkswagen). Gli organi statunitensi hanno ritenuto la soluzione proposta da Wolfsburg incompleta e approssimativa. Il fallimento di questo unico tentativo di mettere una "pezza" alle emissioni alterate costringe Volkswagen a percorrere la strada dei risarcimenti economici. La Casa tedesca, pur essendo disposta a rimediare ai danni fatti, sembra però decisa a dimostrare che il numero di veicoli coinvolti, sempre in riferimento al mercato americano, è ben inferiore alle stime fatto dalle agenzie governative (leggi come Volkswagen vuole smentire i numeri del Dieselgate).
NESSUN DANNO BIOLOGICO In una intervista rilasciata al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung, Feinberg dopo aver sciorinato le percentuali di successo delle sue precedenti transazioni, tutte prossime al 100%, ha dichiarato, riferendosi al caso Volkswagen: "sarà una transazione puramente economica, senza coinvolgimenti emotivi. Le richieste di risarcimento pervenute sono prevalentemente ragionevoli e sembrano invocare soltanto un trattamento equo". L'avvocato a capo del fondo Volkswagen ha detto di non aver ancora deciso se accettare o meno richieste di risarcimento riguardanti danni biologici causati dalle emissioni dei diesel tedeschi. Altro dubbio da sciogliere riguarda il tipo di compensazione che la Casa tedesca intende proporre, Feinberg a tal proposito dichiara: "Volkswagen non ha ancora deciso la forma del risarcimento, se sarà un rimborso in danaro, un maxi richiamo o la sostituzione dell'autovettura". Volkswagen quindi sarà presto costretta a giocare a carte scoperte e scopriremo se la soluzione proposta riuscirà a finalmente a placare gli animi e instradare la vicenda verso una risoluzione definitiva.

Pubblicato in Attualità il 09 Febbraio 2016 | Autore: Gabriele Amodeo


Commenti

Bruno  il giorno 21 Giugno 2016 ha scritto:

Ho un auto A5 incriminata con lettera di richiamo ....esiste un rimborso o sono tutte bufale?

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