Dieselgate Volkswagen: primo arresto negli USA

Ad un anno e mezzo dallo scandalo dieselgate in America arriva il primo arresto per un membro dell’esecutivo del Gruppo Volkswagen

Dieselgate Volkswagen: primo arresto negli USA
In una vicenda di caratura mondiale come il dieselgate, che da ormai più di un anno ha alzato un polverone sul mondo automotive e che negli USA continua a far dibattere e per il quale si cercano soluzioni perlopiù economiche, prima o poi qualche arresto doveva avvenire. Negli USA è così stato arrestato Oliver Schmidt, con una serie di accuse secondo le quali avrebbe fornito false informazioni, proprio qualche giorno prima dell'apertura del salone di Detroit 2017 (leggi qui le anteprime presenti al salone di Detroit 2017).

ARRESTO POST-DIESELGATE

Da quasi un anno e mezzo il dieselgate ha sollevato una grande ombra nera su tutto il Gruppo Volkswagen, accusato di aver manomesso i dati sulle emissioni di CO2 di una serie di motori distribuiti in tutto il mondo. A distanza di tempo, ed a seguito di una serie di indagini, l'americana FBI ha arrestato Oliver Schmidt, figura facente parte dell'esecutivo del Gruppo, proprio qualche giorno prima dell'apertura del salone di Detroit, kermesse alla quale non prenderà parte.

LE ACCUSE

Nonostante la FBI non sia stata ancora interpellata per rilasciare ulteriori chiarimenti in merito all'arresto di Schmidt, almeno stando a quanto dichiarano i colleghi di Autonews.com, pare che l'accusa mossa contro l'ex pezzo grosso del Gruppo Volkswagen sia stata di aver dichiarato il falso: avrebbe fornito spiegazioni tecniche non veritiere per cercare di spiegare i livelli di emissioni ben oltre quelli dichiarati ufficialmente. Oliver Schmidt dovrebbe essere portato avanti la corte in questi giorni, per ascoltare la sua versione dei fatti.

VERSO LA RISOLUZIONE

Aldilà di capire di chi sia la colpa per l'istallazione di quello che è stato definito defeat device, il Gruppo Volkswagen ha da tempo avviato una serie di manovre per cercare di risolvere e richiamare tutte le auto coinvolte nello scandalo dieselgate, con la famiglia di motori EA 189. I richiami di molti modelli hanno permesso già di portare i livelli di emissioni degli stessi entro i limiti imposti, ma resta una differenza di trattamento tra i clienti americani ed i clienti europei, con una serie di risarcimenti a favore dei primi (leggi a quanto ammonta il totale di risarcimenti imposto a VW) e mai ipotizzati, invece, nel Vecchio Continente (leggi dell'Europa che striglia VW e vuole risarcimenti anche per i clienti europei).

Pubblicato in Attualità il 09 Gennaio 2017 | Autore: Claudio Anniciello


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