Dieselgate Volkswagen: niente soldi ai clienti europei, ma 2 anni in più di garanzia

Chiusura totale o segno di apertura? Fanno discutere i 2 anni di garanzia proposti da Volkswagen agli automobilisti europei coinvolti nel Dieselgate

Dieselgate Volkswagen: niente soldi ai clienti europei, ma 2 anni in più di garanzia
Il dieselgate come una Matrioska? Forse si: il parallelo viene spontaneo pensando ai suoi risvolti e a quanto essi sono a loro volta strutturati al loro interno. Il versante statunitense contiene quello delle cause federali, le cause civili, il contenzioso con EPA e CARB e così via. La classificazione geografica è altrettanto variegata: c'è il "ramo" coreano, quello messicano (leggi che dal Messico arriva una batosta da 9 milioni di dollari), quello italiano e, su una scala più grande, quello europeo. La politica di VW per il Vecchio Continente è sempre stata di chiusura totale agli indennizzi ma ora sembrerebbe che il Gruppo intenda offrire un prolungamento della garanzia agli automobilisti coinvolti: offerta definitiva o crepa nel muro del "nein!"?

INTESA CON L'EUROPA?

Le ultime notizie, riportate da Reuters, parlano di un portavoce della Commissione europea che avrebbe riferito che il Gruppo Volkswagen ha raggiunto un accordo con Vera Jourova, a capo della sezione Affari dei consumatori. VW offrirebbe ai proprietari europei delle vetture diesel coinvolte nel Dieselgate altri 2 anni di garanzia e nessun'altra compensazione.
Questo nonostante le ripetute ammissione di colpevolezza che Volkswagen ha fatto negli Stati Uniti: la Casa afferma infatti di non aver violato la legge in Europa e che quindi non vede la necessità di indennizzare compensare i suoi clienti europei.

SI ALLA GARANZIA, NO AGLI EURO

L'Agenzia di stampa riferisce di questa proposta portata avanti dal CEO Matthias Müller di fronte alla Commissione per gli affari dei consumatori della UE all'inizio di questa settimana. Queste voci non sono però state commentate da Volkswagen che, lungi dal parlare di quest'estensione di garanzia, ha invece rinviato alle precedenti misure di "costruzione della fiducia", tra le quali l'impegno a riparare tutti i veicoli interessati entro il prossimo autunno. VW ha inoltre ribadito che l'aggiornamento del software non compromette le prestazioni delle auto (cosa che non sembra così assodata, al punto che Volkswagen apre ai clienti insoddisfatti del fix del Dieselgate).

INTERPRETAZIONI DIFFICILI

Quest'offerta, se confermata, sarebbe la prima concessione dell'Azienda in risposta alle crescenti pressioni di Bruxelles, che spinge da tempo (e i cui funzionari provano un senso di frustrazione di fronte la muro di gomma eretto dal Costruttore) perché Volkswagen faccia più per i suoi clienti coinvolti nello scandalo del dieselgate (leggi che la Commissione UE torna alla carica per le tutele dei clienti coinvolti nal Dieselgate). In ogni caso solo il tempo potrà dire se questa concessione è il segno di un allentamento della linea intransigente del Gruppo verso i consumatori europei oppure è la prima e ultima offerta di VW. A nostro parere la seconda ipotesi è più probabile: il potere dell'Unione europea non è un'arma molto affilata perché le funzioni ispettive verso l'industria automobilistica sono in capo alle Organizzazioni di ogni Stato, le cui approvazioni hanno valore in tutti i Paesi.
Un altro fattore di debolezza è che, a differenza di quel che si verifica negli Stati Uniti, le regole per le class action sono diverse nei vari Paesi europei e questo mina la possibilità che gli automobilisti possano "colpire" successo le Case. La marea sembra però montare: sarebbero infatti 220 mila i proprietari olandesi e britannici (leggi della petizione presentata da automobilisti del Regno Unito insoddisfatti del fix) di auto Volkswagen che si sono alleati per denunciare il Gruppo per il dieselgate.

Pubblicato in Attualità il 16 Giugno 2017 | Autore: Nicodemo Angì


Commenti

Cerca Crash Test Auto

Stai per acquistare un’auto? Controlla se è davvero sicura! Clicca e scopri