Dieselgate 6 mesi dopo: l'incubo dello scandalo VW dagli occhi dell'ex AD

L'ex CEO Volkswagen è tornato a Wolfsburg per comprare degli occhiali e alle persone che ha incontrato non ha nascosto i timori sul destino del Gruppo

Dieselgate 6 mesi dopo: l'incubo dello scandalo VW dagli occhi dell'ex AD
L'ex AD di Volkswagen ha il poco invidiabile primato di essere l'unico manager di altissimo livello ad aver pagato con il posto l'emersione dello scandalo delle emissioni ed è di pochi giorni fa la notizia che Martin Winterkorn è tornato a Wolfsburg dopo 6 mesi e si è confidato con il suo ottico.

RITORNO A WOLFSBURG

Allo scoppiare del Dieselgate Winterkorn dapprima negò l'evidenza dei fatti ma ma poi si dimise (o venne fatto dimettere?) e la cosa venne anche vista come una rivincita di Ferdinand Piëch. Le dimissioni, per quanto non inaspettate, sono state una vera bomba: pensate che pochi giorni prima Winterkorn aveva promesso: "Entro il 2020 stravolgerò Volkswagen". Dopo questa drammatica epopea c'è stata la catarsi, con Winterkorn che, subito dopo le dimissioni, si è trasferito a Monaco ed è rientrato a Wolfsburg soltanto pochi giorni addietro, andando dal suo ottico di fiducia. Si, avete capito bene: uno dei manager più importanti della Germania - prima di diventare AD di Volkswagen Winterkorn è stato Chairman di SCANIA, SEAT, e Volkswagen Group of America, membro del Supervisory Board di Infineon Technologies AG(azienda che produce componenti elettronici anche per l'automotive) e TÜV SÜD AG, ma l'elenco potrebbe continuare - ritorna nella città dove si è consumata la sua parabola lavorativa per comprare degli occhiali!

CLIMA CREPUSCOLARE

Dopo 6 mesi dallo scoppio del Dieselgate l'atmosfera della città della Bassa Sassonia (ha circa 120.000 abitanti) non è delle migliori e non c'è da stupirsi di questo mood, dato che quasi la metà della popolazione lavora alla fabbrica Wolkswagen o nell'indotto. Ehme de Riese, l'ottico che ha venduto gli occhiali all'ex AD, ha riferito a Reuters che "Winterkorn era visibilmente avvilito e anche ossessionato dal chiedersi cosa accadrà al lavoro della sua vita e alla Volkswagen". Anche de Riese, nel suo piccolo, è una specie di istituzione a Wolksburg: gestisce tre negozi e fornisce gli occhiali ad una metà del consiglio di amministrazione di VW. Sarà forse per questo che teme l'impatto che gravi sanzioni e richieste di danni potrebbero costringere VW a ridimensionare le sue attività nella città, che si trova a circa 200 km da Berlino. Anche se le consegne del Gruppo Volkswagen sono tornate in positivo (leggi come VW e Audi siano schizzate a + 25% in Italia), anche perché sorrette da incentivi all'acquisto, la battuta d'arresto del 2015 era la prima dopo anni di crescita ininterrotta. Ma la sensazione tra gli imprenditori ed i lavoratori è che le cose siano ora peggiori rispetto a dicembre, quando VW ha tenuto la sua prima conferenza stampa sullo scandalo.

UN FUTURO INCERTO

Sono infatti arrivate, in questo frattempo, le minacce di una causa miliardaria da parte del governo degli Stati Uniti, le cui imputazioni potrebbero comprendere, oltre alla violazione delle norme ambientali, anche quelle di frode bancaria. Ricordiamo come abbia anche iniziato a rotolare la valanga di cause legali promosse da privati e investitori ed è arrivata la ferale notizia che KBA non ha ancora dato il nulla osta al richiamo della Passat (leggi come la Passat non ha la soluzione facile), una vera doccia fredda sull'ottimismo ostentato da Volkswagen riguardo la "guarigione" delle sue auto. E se Bernd Osterloh, presidente del consiglio di fabbrica di Wolfsburg, ha dichiarato che "Se la redditività futura Volkswagen essere messa in pericolo da una sanzione finanziaria senza precedenti, questo avrà conseguenze sociali drammatiche", Thomas Ilsemann, amministratore delegato di un'agenzia di viaggi nel centro di Wolfsburg, sente "un flusso ininterrotto di cattive notizie che danno la sensazione che VW non abbia più terreno solido sotto i piedi". La notizie positive non mancano: le linee delle Tiguan, Touran e Golf faranno 22 turni extra entro la prima metà dell'anno per la forte domanda e anche l'ottimista de Riese sta pensando di aprire un quarto negozio a giugno, focalizzato sulla clientela più giovane: "Sto aggiungendo un nuovo marchio, proprio come VW ha fatto nei tempi buoni". Il sindaco di Wolfsburg ritiene comunque che per uscire dalla crisi ci vorranno 2-3 anni e rimane nella mente lo scoramento di Winterkorn (la cui uscita dal Gruppo vale 29 milioni), uomo indubbiamente ambizioso e capace che forse ha pagato per gli altri Big. Sapremo mai chi, fra i top manager, era a conoscenza del defeat device? Appare infatti molto strano che dei semplici tecnici e impiegati si prendessero da soli la responsabilità di "taroccare" milioni di automobili.

Pubblicato in Attualità il 21 Marzo 2016 | Autore: Nicodemo Angì


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