De Tomaso: colletta degli operai per tenere la produzione in Italia

Tenteranno il ricorso in Cassazione i dipendenti della Casa torinese per assicurarsi un futuro italiano con Mahindra, ma la strada è in salita

De Tomaso: colletta degli operai per tenere la produzione in Italia
In un mercato dell'automobile che pian piano rivede la luce, ci sono ancora vicende tristi, di marchi che sono scomparsi, o che lottano per continuare a vivere, o che vengono venduti di proprietà in proprietà. A rimetterci sono i dipendenti, gli operai, che ogni volta lottano per continuare ad avere la speranza di un lavoro: esempio di quanto appena detto arriva da un gruppo di ex operai della De Tomaso di Grugliasco, che si mobilita contro la cessione del ramo d'azienda ad un gruppo cinese e organizza una colletta per avviare un nuovo ricorso alla Corte di Cassazione, che possa garantire il rientro della fabbrica in un grande gruppo industriale. Ecco i dettagli della battaglia intrapresa dagli ex operai della De Tomaso.
UNA BRUTTA SORPRESA Quello appena trascorso è stato il Natale più difficile per gli operai della De Tomaso, che dopo il fallimento nel 2012 ha lasciato senza lavoro circa 1.000 dipendenti (leggi qui tutte le tappe della fine della De Tomaso). Alla fine del 2015 è scaduta la mobilità per i disoccupati con meno di 40 anni, ma c'è dell'altro, scoperto da poco: i fondi per la pensione integrativa non sono stati mai pagati dall'azienda, ma decurtati dalle buste paga; le finanziarie hanno messo in difficoltà coloro che avevano chiesto i prestiti, perché i Rossignolo non avevano mai versato neppure il quinto dello stipendio. Roberto V., addetto magazziniere, uno degli ultimi a lasciare l'azienda, si è sfogato così: "siamo vittime della truffa dei Rossignolo e dalle ultime notizie che abbiamo restano scarse speranze di ricevere dal fallimento una parte di quel che abbiamo perso". Dopo la vendita del Marchio, dal quale è stato ricavato un milione di euro, non ci sono fondi per pagare le spese del fallimento e i debiti che i Rossignolo avevano accumulato tra Agenzia delle Entrate e Inps, inoltre la causa civile intentata dai lavoratori contro Pininfarina e il tentativo di farla rientrare nel fallimento per avere una speranza di essere risarciti è persa. Il processo penale ch vede Gian Mario e Gian Luca Rossignolo tra i sette imputati (con molti ex operai parte civile), non servirà, economicamente, a nulla.
LA BATTAGLIA CONTINUA Gli operai della De Tomaso non si abbattono, così decidono di trovare nuove soluzioni per "sbrogliare" questa triste vicenda. Nel frattempo l'indiana Mahindra ha acquisito il marchio fallito, ma i dipendenti non hanno ricevuto alcuna comunicazione. Così hanno deciso di dare vita a una colletta, sfruttando Facebook, per pagare il ricorso in Cassazione contro la cessione dell'azienda di Grugliasco. A capo di questa iniziativa c'è Giacomo Ricaldone che spiega così le ragioni degli operai e di questa decisione: "Mahindra potrebbe produrre in Italia un'auto, anche elettrica, che magari ha programmato di realizzare all'estero, utilizzando così Pininfarina, non come un biglietto da visita, ma per tutte le sue competenze tecniche e produttive". L'azione legale, respinta sia in primo grado che in appello, si pone come obiettivo quello di far rientrare, ora che Pininfarina è passata agli indiani di Mahindra & Mahindra (leggi qui i dettagli dell'acquisizione), sia lo stabilimento di Grugliasco che i suoi circa 900 dipendenti, in un grande gruppo industriale.
SPERANZA INDIANA L'azione forzata degli operai senza lavoro ha la sua logica, anche perché hanno visto persa la speranza di rientrare in azienda grazie alla "bontà" indiana, che a quanto pare sembra non volerne sapere. Così è arrivata l'idea di lanciare l'appello di aiuto tramite una colletta su una pagina Facebook dedicata, anche perché i costi del nuovo ricorso, da presentare entro i primi 15 giorni di marzo,  sono superiori ai diecimila euro. L'iniziativa intende unire le forze tra gli operai e non solo, anche perché molte famiglie dei quasi 1.000 ex dipendenti De Tomaso versano in situazioni economiche difficili. Sul futuro del Marchio circolano moltissime indiscrezioni, ma nessuna è stata resa nota ufficialmente; così come non si ipotizza nessuno scenario diverso da quello attuale (per il momento) per tutti gli ex De Tomaso che ancora lottano per il loro futuro (questa vicenda va avanti da mesi, leggi qui il suo addio all'Italia). Si aspettano perciò sviluppi, con la speranza che questa storia possa rivedere la luce dei tempi migliori e andare di pari passo con un mercato dell'auto in ripresa.  

Pubblicato in Attualità il 05 Gennaio 2016 | Autore: Redazione


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