Colpo di sonno: nemico silenzioso

Subdolo, silenzioso, ma implacabile: è il colpo di sonno. Massima attenzione quando si fanno viaggi lunghi

Colpo di sonno: nemico silenzioso
Tempo di esodi, viaggi lunghi in auto, magari non in condizioni ottimali (si va in ferie proprio per "ricaricare le pile"); e allora, prima degli spostamenti di massa, è opportuno ricordare l'esistenza di un nemico subdolo e micidiale, il colpo di sonno.

APNEE NOTTURNE

Come premessa, va detto che piazzarsi al volante con un debito di sonno, cioè aver riposato male di notte, è un po' come guidare dopo aver bevuto quasi un litro di vino in un'ora a digiuno. Si viaggia quasi come ubriachi, perché la notte prima non ha svolto la sua funzione ristoratrice. E il problema è che in Italia almeno due milioni di persone soffrono di Sindrome delle apnee notturne (Osas): per i soggetti che ne sono affetti, il sonno è poco efficace. Il risultato è una sonnolenza subdola, latente e improvvisa, molto pericolosa per chi guida. Per di più, solo 5 persone su 100 affette da apnee notturne sono pienamente consapevoli di soffrire di questo disturbo, e così il rischio di incidente aumenta.

SI DORME POCO

In Italia, non ci sono numeri precisi sul colpo di sonno (nei verbali, la Polizia attribuisce di solito alla velocità l'origine dell'uscita di strada). La Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno stima che almeno un incidente su cinque sia dovuto al colpo di sonno. L'indice di mortalità raggiunge il valore massimo intorno alle 4 di notte (5,7 decessi ogni 100 incidenti), e per capire perché si arriva all'incidente da colpo di sonno ci si affida più che altro all'esperienza di chi, dopo aver dormito al volante, ha avuto la fortuna di poterlo raccontare. Il fatto, come emerso da recenti convegni, è che in questo momento storico particolare, si dorme poco, a causa di uno stile di vita iper attivo. E il colpo di sonno è destinato a essere un nemico sempre più difficile da combattere. A questo si aggiunga la mancanza di riposo o il deficit di sonno prolungati per giorni o settimane, la guida di notte o nelle prime ore del mattino, i periodi di veglia prolungati che si verificano quando si fa tardi la sera o si guida a lungo senza fare soste, l'alterazione dei cicli di sonno-veglia nel lavoratori turnisti, le malattie e i disturbi che hanno conseguenze sul sonno.

BUFALE PERICOLOSE

Su Internet, ci sono numerose bufale che riguardano i trucchi per restare svegli al volante; si va dal buttarsi acqua in faccia, al mettere il viso fuori dal finestrino, sino ad alzare il volume della musica. In realtà, se si esclude forse un iniziale piccolo risveglio, il sonno e la stanchezza tornano fortissimi, più di prima. Se si fa un viaggio lungo, esiste una unica soluzione anti-colpo di sonno: dormire (si veda la turbosiesta svizzera in merito).

COSA FANNO LE CASE

I Costruttori comunque non stanno a guardare. Per prevenire il colpo di sonno (come spieghiamo qui), propongono speciali dispositivi i quali avvisano il conducente che è arrivata l'ora di fermarsi per una sosta. "Attention Assist" di Mercedes (disponibile di serie su tutti i modelli, e prossimamente, anche sulla nuova Classe A) e "Driver Alert Control" di Volvo (disponibile su S e V60 e sulle XC60 - 70 e 90 oltre alla nuova V40 in uscita a fine anno, ma solo a pagamento nel pack "Driver Support") ne sono esempi. Volkswagen ha deciso di dotare la Passat del nuovo sistema "Driver Drowsiness Detection" prodotto da Bosch (disponibile a partire dall'allestimento Comfortline). Ma come funziona il sistema anti-colpo di sonno? Si sa che il conducente affaticato comincia a non sterzare più, combinando questo atteggiamento con movimenti minimi e repentini per tenere il veicolo in carreggiata. Tale comportamento è il "Dead Band Event" e indica uno stato di stanchezza critico. Ed ecco che il sistema interviene agendo in sinergia con il servosterzo elettrico e con il sensore dell'angolo di sterzata (uno dei componenti principali dell'ESP), richiamando i dati dall'uno o dall'altro a seconda dei casi. All'inizio del viaggio, un algoritmo inizia a registrare i comportamenti del guidatore e li monitora. Sulla base della frequenza dei movimenti dello sterzo (più altri parametri, tra i quali la lunghezza del viaggio), se c'è pericolo di colpo di sonno, sul cruscotto comincia a lampeggiare un'icona (solitamente a forma di tazzina di caffè) e un cicalino avverte il conducente che è ora di fare una sosta. Se il conducente non accetta il suggerimento del computer di bordo, l'avviso verrà ripetuto automaticamente dopo 15 minuti. Validi aiuti, anche se è sempre l'uomo, e non la tecnologia, alla base della guida sicura. Ricordatevelo.

Pubblicato in Attualità il 18 Luglio 2012 | Autore: E.B.


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