Auto usate e km scalati: in arrivo il diario digitale Bosch antitruffa

La classica truffa dei contachilometri scalati potrebbe avere i giorni contati: i km delle auto sul cloud con Bosch

Auto usate e km scalati: in arrivo il diario digitale Bosch antitruffa
Lo "scaricamento" dei contachilometri è una delle truffe più antiche dell'automotive, un'attività che ha saputo adeguarsi ai cambiamenti della tecnica. Se prima si aprivano gli strumenti meccanici, facendo girare le "rotelle" delle cifre, i falsari di oggi intervengono su quelli elettronici con il PC e le diagnosi, magari rifinendo il tutto con un bella contraffazione del libretto della manutenzione (leggi della truffa dei contakm scalati e dei tagliandi falsi). Per fortuna nuovi scudi di sicurezza si affacciano all'orizzonte, armi di difesa che, come proposto da Bosch, tirano in ballo persino il cloud.

INNOVAZIONI ANTITRUFFA

L'idea è stata presentata durante il Bosch ConnectedWorld 2017, che si è chiuso ieri a Berlino. Il notissimo componentista globale ha toccato molti temi in un evento sull'Internet of Things che ha visto 2.700 partecipanti e qualcosa come 130 interventi. Fra gli oratori si segnalano Timotheus Höttges, CEO di Deutsche Telekom, Edzard Overbeek CEO di HERE e Jen-Hsun Huang, CEO di Nvidia. Molta carne al fuoco, dunque, ma fra i tanti argomenti in questo articolo ci focalizziamo su uno in particolare: l'idea di Bosch per cercare di mettere fine alle perniciose frodi su contachilometri delle auto usate. Nel suo discorso Volkmar Denner, CEO di Bosch, ha nominato diverse tecnologie innovative, aree nelle quali Bosch vorrà estendere il suo business, e fra esse ha indicato l'Intelligenza Artificiale, il Cloud e il "Blockchain". Quest'ultimo permetterà ai consumatori di condividere in modo sicuro dati on-line senza coinvolgere una terza parte.
Nel caso delle automobili l'idea è quella di mettere nel cloud il loro chilometraggio che, risiedendo in un luogo "incorporeo" e non soltanto a bordo del veicolo, è difficilissimo da alterare e può essere richiamata da qualsiasi postazione che abbia accesso al cloud. Bosch dimostra quindi molta attenzione a questo tema: la sua rete Car Service già certifica lo stato dell'auto anche se non i chilometri reali).

L'INFORMAZIONE È OVUNQUE

La tecnologia Blockchain può essere usata, ad esempio, per concludere accordi e contratti on-line ed effettuare in modo sicuro pagamenti e transazioni, con la tecnologia ad assicurare che i dati siano resi anonimi. Un blockchain, in altre parole, è basato su un database decentrato, che "dissemina" le informazioni su migliaia di computer. Questo approccio dovrebbe rendere praticamente impossibile falsificare i dati, con le informazioni degli utenti non concentrate su un unico centro di calcolo, eventualmente vulnerabile. Denner ha evidenziato quest'impiego del Blockchain con una dimostrazione dal vivo durante l'evento, condotta in collaborazione con l'autorità di certificazione tedesca TÜV Rheinland.
L'idea è quella di combattere le frodi, a volte possibili con apparecchi relativamente semplici ed economici, con un "diario di bordo digitale" distribuito su molti computer, con l'auto che invia regolarmente le letture dei contachilometri a questi computer tramite un semplice dongle innestato nella porta OBD e che ovviamente deve poter accedere alla Rete. A questo punto interviene l'imprescindibile smartphone ed una app dedicata: il potenziale nuovo proprietario della vettura può controllare il chilometraggio in qualsiasi momento e confrontarlo con il display del veicolo. Il dato sul cloud può anche servire in caso di vendita della propria auto: esso servirà per rilasciare un "certificato" che attesta la veridicità del chilometraggio indicato dagli strumenti di bordo. Ricordate che lo stato di un'auto usata non dipende soltanto dai chilometri percorsi: per saperne di più potete leggere la nostra Guida all'acquisto di un'auto usata.

(MAL)AFFARI MILIARDARI

È anche possibile condividere questo certificato su Internet, ad esempio su una piattaforma online per la vendita di automobili: in questo modo le transazioni fra privati (leggi la Guida antitruffa per la compravendita dell'usato), meno tracciabili rispetto a quelle effettuate da un professionista, saranno più garantite. Queste idee appaiono quantomai necessarie, dato che nella sola Germania i contachilometri manipolati causano circa sei miliardi di euro di danni (sapevi che nel 2014 questa truffa valeva 9,6 miliardi di euro?). L'idea sembra buona, con il principio di disseminazione dell'informazione: i dati vengono distribuiti e alterarli ovunque sembra estremamente difficile: si tratta di "estremizzare" il metodo che vede il chilometraggio (e altre informazioni) venir rilevato, magari dalla chiave d'avviamento, dalla rete di assistenza ufficiale della Casa e condiviso con tutti i dealer. Con il cloud si dovrebbe eliminare l'eventuale opacità di interventi al di fuori delle reti del Marchio: staremo a vedere gli sviluppi.

Pubblicato in Attualità il 17 Marzo 2017 | Autore: Nicodemo Angì


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