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Auto senza conducente: la visione di Frost & Sullivan

Durante un seminario organizzato dalla prestigiosa università di Oxford, s'è parlato del futuro delle vetture senza conducente

Categoria: AttualitĂ  | 20 Marzo 2012
Una fila di Google Cars allestite su modelli Opel

Nel corso di un seminario dal titolo "Cars of the future" che si è tenuto qualche giorno fa alla Saïd Business School dell'università di Oxford, la società di ricerche e consulenze Frost & Sullivan ha fornito, tramite Dorman Followwill, un relatore-partner, la sua visione sulle prossime innovazioni e soluzioni che verranno introdotte nel settore della mobilità automobilistica. Oltre a Frost & Sullivan, hanno partecipato al seminario il professor Paul Newman del Dipartimento di Scienze Ingegneristiche dell'università di Oxford, e Peter Day, specialista della divisione Sistemi Autonomi & Intelligenti di BAE Systems, la più grande azienda britannica del settore difesa.

APPLICAZIONI COMPLETAMENTE NUOVE - "L'onnipresente utilizzo di sensori incorporati - ha dettagliato il professor Followill - renderà possibile l'integrazione della dinamica di guida delle automobili, dei sistemi di assistenza alla guida e delle tecnologie per il confort entro il 2015 circa. Ciò porterà a dei sistemi di guida cruciali, necessari per ottenere soluzioni di guida semi-autonome e autonome nei prossimi 5-15 anni. Inoltre, il sistema di mobilità urbana del futuro aprirà la strada ad applicazioni completamente nuove nel panorama della guida con e senza conducente". Per intenderci, si parla di veicoli sullo stile delle "Google Car" che stanno girando sulle strade di alcuni stati americani.

ANCHE SENZA INFRASTRUTTURE - Tuttavia, nel corso del seminario, riguardo all'argomento delle infrastrutture IT e dei sensori necessari allo sviluppo dell'auto senza conducente, è emersa una posizione diversa da parte del professor Newman, secondo il quale questo tipo di veicolo potrebbe svilupparsi, in futuro, in modo del tutto slegato da quello delle infrastrutture. Questa ipotesi è basata sui progressi già compiuti e su quelli previsti nella robotica e nei relativi software, un settore al quale Newman sta lavorando in collaborazione con BAE System per lo sviluppo di veicoli militari. Durante il seminario è stato mostrato infatti un veicolo senza conducente frutto di tali ricerche. In effetti, la realizzazione di veicoli "driverless" ha vissuto e vivrà un grande sviluppo inizialmente soprattutto in campo militare, poiché delegare a un robot i compiti pericolosi da svolgere sul campo di battaglia costituisce certamente un beneficio al quale il settore della difesa guarda con estremo interesse nell'ottica di risparmiare vite umane. Si pensi, per esempio, al settore della disattivazione delle mine o delle operazioni volte a scoprire e neutralizzare le IED (Improvised Explosive Devices), cioè gli ordigni artigianali che tante vittime stanno provocando in numerosi teatri caratterizzati dalla presenza di attività tipiche della guerriglia.

SENZA CONDUCENTE, MA SICURE - A parte le posizioni differenti dei vari specialisti presenti, nel corso del seminario si è giunti alla conclusione che prima di affermarsi definitivamente, le innovazioni nei settori della robotica e del software applicate all'automobile avranno bisogno di ulteriori sostegni da parte di entità sia pubbliche, sia private con l'obiettivo di rendere l'auto senza conducente una realtà sicura. In effetti, quello della sicurezza stradale è un aspetto che nei veicoli militari può essere praticamente ignorato mentre, ovviamente, così non è per le vetture "driverless" che circoleranno sulle strade di domani.

di Riccardo Celi

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