Auto ibride: Honda taglia i costi con materiali meno rari e preziosi

Il prezzo di un'auto elettrica non dipende solo dalle batterie ma anche dai minerali usati per i motori che Honda è costretta a comprare in Cina

Auto ibride: Honda taglia i costi con materiali meno rari e preziosi
Per fare motori elettrici potenti e compatti servono magneti permanenti di grande forza. Questa prestanza arriva da elementi del gruppo dei Lantanidi, dal nome impronunciabile e dei quali è molto ricca la Cina. Dato che il paese del Dragone ha imposto restrizioni sulle esportazioni di questi materiali, Honda ha pensato di produrre i motori delle sue ibride limitando al massimo l'utilizzo di questi materiali e sembra esserci riuscita.

I MINERALI SNOB

Neodimio, Disprosio, Terbio: chi eran costoro? Si tratta di elementi dei quali Dimitri Mendeleev, il grande chimico russo inventore della Tavola Periodica degli Elementi, aveva predetto l'esistenza perché avrebbero riempito i vuoti lasciati nelle sua Tavola. In effetti Mendeleev conosceva il Lantanio, che ha peso atomico 138 e il Cerio, che pesa 140 (è un metallo usato anche nelle pietrine degli accendini e negli abrasivi finissimi) ma l'elemento successivo noto pesava 180. Lo scienziato non ha fatto in tempo né a vedere queste caselle riempirsi dopo che i relativi elementi venivano scoperti l'uno dopo l'altro, né, a maggior ragione, il loro occupare posizioni commerciali e strategiche enormemente importanti. Essi permettono infatti di costruire magneti permanenti molto più potenti delle classiche ferriti e quindi motori e generatori vigorosi pur se piccoli, ideali per le ibride e le elettriche (leggi qui perchè VW crede nell'ibrido a 48V). Il principale produttore, la Cina, ha fatto però sapere nel 2010 di voler limitare l'esportazione delle terre rare per usarle nei suoi progetti per le energie alternative (in un generatore eolico da 1 MW ci sono circa 150 kg di terre rare), le auto elettriche (le cui vele sono gonfie del vento soffiato dal Governo cinese) e l'elettronica di consumo, anch'essa avida consumatrice di questi materiali.

DI NECESSITÀ VIRTÙ

La volontà di non voler dipendere da forniture costose e instabili ha spinto Honda Motor a sviluppare con Daido Steel un motore per automobili ibride che utilizza pochissime terre rare nei suoi magneti, in modo da ridurre la sua dipendenza dai costosi elementi importati principalmente dalla Cina. I veicoli ibridi diventeranno sempre più popolari anche perché sempre più necessari al soddisfacimento dei regolamenti sulle emissioni (vedi qui come FCA ha dovuto dirottare risorse da Alfa Romeo per accelerare la produzione delle ibride) ma se essi dovessero dipendere dalle forniture di Disprosio e Terbio cinesi questo potrebbe introdurre elementi di rischio pericolosi. Ricordiamo che nel 2010 la Cina ha instaurato un divieto temporaneo nelle esportazioni delle terre rare in Giappone come ritorsione per alcune dispute territoriali. Honda, che è il terzo Costruttore giapponese, ha quindi dichiarato oggi che i suoi nuovi motori per le ibride utilizzeranno magneti sviluppati da Daido Steel che non contengono Disprosio e Terbio. Questo sviluppo tecnologico non soltanto riduce il rischio connesso all'approvvigionamento di queste materie prime ma abbatte anche il costo di produzione dei magneti dei motori di circa il 10% alleggerendoli di circa l'8%.

GUARDARE LONTANO

I nuovi motori saranno utilizzati nella prossima generazione del minivan Freed, concepito per i mercati asiatici e che verrà presentato in autunno. Honda, con una certa lungimiranza, aveva iniziato a ridurre l'uso delle rare già 10 anni fa ma il picco dei prezzi avvenuto intorno al 2011 ha indotto ad un'accelerazione del processo che ha portato all'accordo con Daido. Un esponente di Honda ha detto che "Questa tecnologia abbasserà i costi e ridurrà la nostra esposizione alle fluttuazioni dei prezzi delle materie prime". Il motore ridisegnato utilizza ancora nei magneti una terra rara, il Neodimio (i magneti al Neodimio sono così compatti e leggeri da essere utilizzati negli altoparlanti ad alte prestazioni della Mazda CX5) ma esso è reperibile anche in Nord America e in Australia oltre che in Cina. Honda punta con decisione sui veicoli ad alimentazione alternativa ibridi benzina-elettrici, ibridi plug-in ed elettrici sia a batteria sia a fuel-cell - e prevede che essi costituiranno i due terzi della sua gamma nel 2030, quando ora valgono circa il 5%. Le stesse motivazioni hanno indotto altri produttori, come Yasukawa Electric, Mitsubishi Electric e Nidec Corp, a creare motori con poche o nulle terre rare nei loro magneti.

Pubblicato in Attualità il 12 Luglio 2016 | Autore: Nicodemo Angì


Commenti

Cerca Crash Test Auto

Stai per acquistare un’auto? Controlla se è davvero sicura! Clicca e scopri