Auto aziendale da 30.000 ?? In Italia ne deduci 5.697, in Germania 30.000

Auto aziendale da 30.000 ?? In Italia ne deduci 5.697, in Germania 30.000 Una fiscalità da rapina rende il mercato della auto aziendali totalmente ingessato

Una fiscalità da rapina rende il mercato della auto aziendali totalmente ingessato

26 Marzo 2013 - 11:03

Nel 2012 le immatricolazioni di auto aziendali hanno rappresentato in Italia il 24% del totale contro il 62% della Germania, il 55% della Gran Bretagna, il 49% della Spagna e il 43% della Francia. La diffusione dell'auto aziendale in Italia è dunque ancora decisamente lontana dalla situazione dei maggiori paesi europei. La responsabilità per una situazione dell'Italia così drammaticamente – secondo il Centro Studi Auto Aziendali ed il Centro Studi Promotor – è esclusivamente della nostra fiscalità da rapina.

RAFFRONTO ITALIA – GERMANIA – Per vedere in concreto che cosa comporta per una azienda italiana la voracità del fisco rispetto ad una azienda europea facciamo l'esempio di un'auto aziendale media con un prezzo su strada Iva compresa di 30.000 euro in Italia ed in Germania. La prima differenza è nell'aliquota Iva che in Germania è del 19% ed in Italia è del 21%. Questo significa che al netto dell'Iva il costo dell'auto che si può comprare spendendo Iva compresa 30.000 euro è di 25.210 euro in Germania e di 24.793 euro in Italia. E' del tutto evidente che investendo 30.000 euro non si potrà ottenere la stessa auto in Italia e in Germania, ma da noi occorrerà rinunciare quanto meno a qualche optional. Per effetto della differenza di aliquota l'ammontare dell'Iva è di 4.790 euro in Germania e di 5.207 euro in Italia, ma la nostra penalizzazione non si ferma qui. In Germania la detraibilità dell'Iva è integrale mentre in Italia si può detrarre soltanto il 40%, cioè la detrazione è di 4.790 euro in Germania e di 2.082 euro in Italia. Ma il bello deve ancora venire e riguarda la deducibilità dell'ammortamento dell'auto che in Germania è integrale e che in Italia è invece limitata al 20% di 18.076 euro. Ciò significa che l'azienda tedesca potrà dedurre dal suo imponibile 25.210 euro e quella italiana soltanto 3.615,20 euro.

SI PERDE COMPETITIVITA' – Considerando insieme l'iva e le altre imposte per un'auto da 30.000 euro la somma di detrazioni e deduzioni fiscali in Germania è di 30.000 euro e in Italia di 5.697,20. Non occorre scomodare un premio nobel per l'economia per capire che poiché l'azienda italiana e quella tedesca operano sullo stesso mercato, la nostra azienda corre con una pesante palla al piede che si chiama Fisco. Uno dei problemi più urgenti che il nuovo Governo dovrà affrontare – sostengono il Centro Studi Auto Aziendali e il Centro Studi Promotor – è dunque l'armonizzazione della normativa fiscale sull'auto aziendale agli standard europei, perché anche su questo terreno il nostro Paese è molto lontano dal modello Europa e il prezzo non lo pagano soltanto le aziende, ma la nostra intera economia.

SE NE PARLERA' A ROMA – Sui temi della fiscalità ampio spazio verrà dato nei convegni che si terranno a Company Car 2013, che è un evento dedicato agli acquirenti e ai gestori di auto aziendali (fleet manager) , che si terrà all' Autodromo di Monza il 17 e il 18 aprile prossimi e che consentirà ai fleet manager, non solo di provare su sei diversi percorsi in pista, su strada e fuoristrada gli autoveicoli messi a disposizione dalle case automobilistiche, ma anche di partecipare gratuitamente a un ricco programma di convegni e seminari. In particolare il 18 aprile dalle 14:30 vi sarà il seminario su “Le novità fiscali per l'auto aziendale” tenuto da Carla Brighenti (dottore commercialista) e Davide De Giorgi (avvocato tributarista), con l'intervento di Maurizio Ambrosino (Corporate & Sales Director di BMW Italia) e di Ermanno Molinari (Segretario Generale di A.I.A.G.A., l'associazione italiana dei fleet manager). La partecipazione ai seminari è gratuita per i fleet manager ma necessariamente a numero chiuso, l'organizzazione raccomanda quindi agli interessati, di registrarsi al sito www.companycardrive.com e inviare una email a info@econometrica.it .

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2 Commenti

Giuseppe
17:13, 26 Marzo 2013

Vivo in Germania da ormai oltre 8 anni e posso confermare tutto quanto esposto nell'interessante contributo. Da imprenditore dico che non c'é alcun paragone tra il sistema fiscale tedesco e quello italiano. Le tasse in Germania si pagano e come, non sono neanche molto più basse che in Italia (anzi talvolta addirittura più alte) ma il tutto ha una logica ineccepibile e può essere compreso da un bambino di 6 anni. L'Italia va sempre più indietro, lo dico con rammarico ma é la sacrosanta verità.

Gian
01:56, 27 Marzo 2013

L'Italia sta arretrando sempre più su ogni fronte e quello dell'auto e dei costi ad essa connessi è stato penalizzato sempre più da un fisco straordinariamente sempre super affamato nei confronti degli automobilisti, siano esse aziende o privati cittadini. Andare avanti in questo modo non è più possibile; quello che mi chiedo è: ma è mai possibile che non ci sia qualcuno, di buona volontà, che può far sì che ci sia un'inversione di tendenza di tutto ciò? Non ci credo! Ci deve sicuramente essere qualcuno che può fare qualcosa a livello politico e soprattutto economico. Potremmo essere uno dei Paesi più all'avanguardia nel mondo ed invece guardate come siamo ridotti! E poi si lamentano se la gente se ne va dall'Italia; chi l'ha fatto ha fatto non dico ben ma benissimo!

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