Auto a prova di buche: gli 80 km di test più stressanti al mondo

Ford mette alla prova le sue auto su un circuito pieno di insidie cittadine: ecco il giro del mondo in 80 km di prove

Auto a prova di buche: gli 80 km di test più stressanti al mondo
Ogni giorno gli automobilisti hanno a che fare con strade sempre più dissestate, mal tenute, piene di crepe, buche, a volte vere e proprie voragini. Si tratta di una "costante" che si riscontra in tutti i paesi del mondo; sensibile al tema è la Ford, che per proporre automobili sempre più sicure, confortevoli e solide, prova i nuovi modelli a Lommel, in Belgio, su 80 km di proprietà, nei quali sono state riprodotte tutte le tipologie di strade "mal messe".
PRIMA DI TUTTO LA SICUREZZA Secondo le stime della Commissione Europea la scarsa manutenzione stradale contribuisce a causare almeno 1/3 degli incidenti. La Ford, molto sensibile al tema della sicurezza stradale, ha deciso di creare un percorso particolare all'interno del suo Centro prove di Lommel, un tracciato che mette a dura prova i prototipi e assicura la massima resistenza in ogni condizione di guida dei futuri modelli che verranno introdotti sui mercati (una buona notizia, se si considerano i tagli che la Ford intende fare in Europa; leggi qui i dettagli). Guidandoli per oltre 1.000 chilometri di test e misurando gli effetti causati da vibrazioni, avvallamenti e irregolarità del fondo stradale, gli ingegneri possono intervenire così su componenti chiave come telaio e sospensioni per ideare soluzioni e tecnologie innovative. A Lommel gli ingegneri e i collaudatori percorrono ogni anno oltre 6 milioni di chilometri alla guida dei futuri veicoli Ford.
IL PERCORSO Si tratta di un tracciato che si estende per 80 chilometri all'interno del Centro prove, ma sono "chilometri di sofferenza" per le automobili perché sono completamente pieni di buche, dissuasori, avvallamenti, spaccature, allagamenti, tratti sterrati che simulano le condizioni presenti in 25 Paesi del Mondo. L'impianto è dotato, tra gli altri, di un circuito ad alta velocità e di strutture che simulano le condizioni ambientali più estreme, come aria satura di salsedine e livelli di temperatura e umidità fuori dall'ordinario. Chiaramente la Casa dell'Ovale Blu (che in Usa ha richiamato oltre 400 mila veicoli per gli airbag difettosi Takata; leggi qui i particolari) ci tiene a precisare che, oltre ai test sullo speciale circuito, negli ultimi 3 anni i suoi ingegneri hanno guidato i prototipi sulle strade di Italia, Austria, Francia, Germania, Regno Unito, Russia, Spagna, Svizzera, nonché in Asia, Australia, Nord America e Sud America, alla ricerca delle condizioni più avverse e affrontando temperature che si estendono dai -40 ai 40 gradi.

L'USO DELLA TECNOLOGIA Per analizzare e trarre conclusioni nel post test sulle strade irregolari, gli ingegneri utilizzano strumenti ad altissima sensibilità simili ai sismografi che servono per studiare i terremoti. Speciali sensori, inoltre, registrano il carico meccanico al quale sono sottoposti elementi strutturali durante la guida a 70 km/h su dissuasori di velocità e buche profonde. Eric-Jan Scharlee, specialista test di resistenza del Centro Prove Ford di Lommel, spiega così la validità di questo percorso accidentato: "che si tratti di una strada secondaria tedesca o di un incrocio dissestato in Cina, questo percorso simula le condizioni peggiori alle quali potrebbero andare incontro gli automobilisti di tutto il mondo. Implementando questi scenari all'interno delle nostre strutture di test possiamo comprendere al meglio a quali sollecitazioni siano sottoposti i veicoli guidati dai clienti Ford di tutto il mondo, e studiare soluzioni preventive per migliorare la loro esperienza a bordo".

LE SOLLECITAZIONI Le prove effettuate su questi 80 chilometri "aspri", permettono di verificare gli effetti delle irregolarità su sterzo e sospensioni e di sviluppare soluzioni come il controllo dinamico degli ammortizzatori con riduzione degli effetti delle buche (Continuous Control Damping with Pothole Mitigation). Su tratta di un sistema che riconosce la qualità del fondo stradale e interviene automaticamente sulla taratura delle sospensioni se l'auto incontra una buca. Nei casi più gravi, il monitoraggio della pressione degli pneumatici (Tyre Pressure Monitoring System) avvisa in tempo reale il guidatore di un danneggiamento alle gomme permettendogli di mettere immediatamente l'auto in sicurezza con l'aiuto del Controllo Elettronico di Stabilità (ESC).

Pubblicato in Attualità il 19 Febbraio 2016 | Autore: Redazione


Commenti

rita rossimoro il giorno 21 Febbraio 2016 ha scritto:

Non serve un percorso per 80 chilometri che simula le condizioni presenti in 25 Paesi del Mondo, basta fare pochi chilometri in alcune città d'Italia e se non si demolisce nulla il test è superato http://www.lastampa.it/2015/09/18/edizioni/alessandria/tutti-fans-del-segnalatore-di-buche-di-alessandria-un-eroe-merita-una-medaglia-MS4LdygSaKlw4wFPr9q8bK/pagina.html

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