Animali investiti: come comportarsi

In caso di investimento di un animale, ecco che cosa prescrive il Codice della strada e quanto stabilisce la Cassazione

Animali investiti: come comportarsi
Investire un animale sulla strada e allontanarsi senza attivare i soccorsi è anzitutto un segno di insensibilità e inciviltà; e poi può costare caro (vedi qui). Ecco cosa ricordare durante gli esodi estivi, quando salgono le probabilità di incidenti del genere.

IL CODICE

A prevedere le sanzioni è l'articolo 189 del codice della strada, modificato nel 2010 con la legge 120 e oggetto di una circolare del ministero dell'Interno del 18 maggio 2011 rivolta a tutti gli organi di polizia. Il ministero ha ribadito alle Forze dell'ordine la necessità di attivare i loro poteri di indagine in tutti i casi di omissione di soccorso. Gli animali tutelati dal nuovo Codice della strada sono quelli d'affezione, da reddito e protetti. A dire il vero, non è semplice capire quale tipo di animale abbiamo investito, specie se, dopo il sinistro, siamo un po' in stato di choc. E poi non è importante questo aspetto, sempre di un essere viventi si tratta, quindi vanno soccorsi sempre. Comunque, rientrano nella fattispecie cani e gatti, tartarughe e altri rettili sempre più comuni nelle case degli italiani. Il verbale è di 389 euro per il responsabile dell'incidente; e 78 euro per gli altri coinvolti non responsabili, come i passeggeri o altri automobilisti coinvolti nel sinistro che però non hanno investito l'animale. E per la di Cassazione (sezione III penale, 22 luglio 2011, sentenza 29543), l'automobilista che dopo aver accidentalmente investito un animale domestico ometta, senza giustificazione alcuna, di soccorrere la bestiola impedendo altresì ad altre persone di prestare all'animale le dovute cure, può essere chiamato a rispondere di reato. È, infatti, riconducibile alla fattispecie criminosa de qua ogni condotta, non solo commissiva ma anche omissiva, che, per crudeltà o senza necessità, cagioni la morte di un animale.

QUALE NUMERO DI SOCCORSO

? - E anche se si vogliono attivare i soccorsi, per fare intervenire gli operatori specializzati nel settore, sorge un secondo problema: quale numero si deve fare se c'è un animale domestico cui prestare le cure? Chi fra Corpo forestale dello Stato, Carabinieri (112), Polizia di Stato (113), Guardia di Finanza (117), Polizie municipali o provinciali, Vigili del Fuoco (118), Capitanerie di porto, Servizi veterinari aziende USL, Uffici veterinari del ministero della Salute, Anagrafe canina nazionale? La LAV Lega antivivisezione - non ci ha dato indicazioni precise in merito. In passato, è capitato spesso che gli automobilisti fossero rimpallati da un numero di telefono all'altro: dai Vigili alla Polstrada, da questa ai Carabinieri, passando per il servizio veterinario della Azienda Asl, e così via. In teoria, bisogna rivolgersi ai corpi citati precedentemente (sperando in un po' di fortuna). Invece, per l'animale selvatico in difficoltà, bisogna contattare la Polizia provinciale competente per territorio, oppure il Corpo forestale dello Stato al numero unico nazionale 1515, che vi metterà in contatto con la stazione del Corpo Forestale più vicina al luogo di ritrovamento. E chi assiste all'investimento di un animale con fuga del colpevole, può prendere il numero della targa, comunicarlo agli agenti affinché siano applicate le giuste sanzioni: un pirata della strada a danno degli animali anziché degli uomini. Comunque, se l'animale si trova sulla carreggiata, prima di soccorrerlo, meglio assicurarsi che nessun veicolo stia sopraggiungendo, quindi è possibile rimuoverlo fino a bordo strada. Avvicinatevi all'animale solo se è necessario per la sicurezza della bestiuola. Altrimenti mettete in sicurezza la scena e chiamate i soccorsi.

CANI: CAUTELA

Per i cani, controllate se è provvisto di medaglietta e/o tatuaggio sulla coscia destra o nell'orecchio destro (potrebbe avere anche solo il microchip ma questo si può capire solo con un lettore in dotazione al Servizio veterinario azienda Usl e, talvolta, a veterinari liberi professionisti, e Polizie locali). In assenza di medaglietta recante un numero di telefono o di altra informazione per risalire al proprietario, ai sensi delle leggi regionali che hanno recepito la legge nazionale n. 281/91 sulla tutela degli animali d'affezione e la prevenzione del randagismo, è obbligatorio denunciarne il ritrovamento presso una forza di Polizia oppure al Servizio Veterinario della Azienda Usl. Il cane vagante sarà consegnato, unitamente al verbale della Pubblica autorità, alla struttura di accoglienza - pubblica o privata convenzionata - competente per territorio ovvero al canile municipale o al canile convenzionato con il Comune sul cui territorio è stato ritrovato il cane. Occhio: chi consegna il cane a una struttura pubblica non accompagnato da regolare denuncia ne diventa automaticamente il nuovo proprietario e sarà tenuto a pagare tutte le spese sanitarie e di mantenimento presso la struttura stessa. Potrà essere la struttura, in assenza di posto o prendendo atto dell'esplicita volontà della persona che l'ha trovato, a predisporre un affidamento provvisorio in attesa delle indagini sul ritrovamento frutto di un abbandono o uno smarrimento. E per i gatti? Medesima cautela. Inoltre, non c'è obbligo di iscrizione all'anagrafe e quindi non deve avere un contrassegno di riconoscimento. Solo i gatti che hanno il "Passaporto europeo per animali domestici" devono avere obbligatoriamente un microchip.

CALMA COL TELEFONINO

Il Codice della strada (articolo 173) vieta di inviare messaggi al volante (multa di 152 euro e taglio di cinque punti-patente) perché distoglie l'attenzione dalla guida: per inviare un SMS d'emegenza o per contattare i soccorsi fermatevi in una zona sicura.

PER CHI LI ABBANDONA

Per quanto riguarda invece l'abbandono di animali, si tratta di un reato, punito con l'arresto fino a un anno o con un'ammenda fino a 10.000 euro. Anche se un censimento ufficiale non esiste, è possibile stimare (fonte LAV, che ha appena lanciato la campagna "Un amico non si abbandona mai" contro il randagismo e a favore dell'adozione), intorno ai 200.000 i cani detenuti nei rifugi in Italia, cui si aggiungono gli oltre 400.000 che vivono in strada. I gatti senza famiglia sono invece circa 2.600.000.

NUMERI E SITI UTILI:



Corpo Forestale dello Stato - 1515 - www2.corpoforestale.it/web/guest/dovesiamo
Polizia di Stato - 113 - questure.poliziadistato.it
Polizie Municipali-Locali-Provinciali - Centralini Comuni e Province - http://www.comuni-italiani.it/
Capitanerie di Porto-Guardia Costiera - 1530 - http://www.guardiacostiera.it/
Uffici Veterinari del Ministero della Salute (Uvac e Pif) - www.ministerosalute.it/ministero/sezMinistero.jsp?label=uffici
Centri di recupero fauna selvatica - www.recuperoselvatici.it/principale.htm

Pubblicato in Attualità il 17 Luglio 2012 | Autore: E.B.


Commenti

Helena Nogueira il giorno 21 Gennaio 2013 ha scritto:

piccola curiosità ma il cane della foto si trova in canile al momento?

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