La Mazda CX-5 rompe due motori: l’odissea dello sconto senza garanzia

La Mazda CX5 di un lettore divora gli alberi a camme 2 volte ma la Casa offre uno sconto di consolazione e senza garanzia

La Mazda CX-5 rompe due motori: l’odissea dello sconto senza garanzia
Il caso di cui ci occupiamo oggi segnalato da un lettore di SicurAUTO.it e proprietario di una Mazda CX5, per certi aspetti ci riporta indietro negli anni '70, quando si verificò una considerevole casistica di usure anomale degli alberi camme su vari motori appartenenti a modelli di marchi diversi. Il fenomeno allora era imputabile a  cause diverse ma tutte riconducibili a scelte tecniche e industriali che privilegiavano la riduzione dei costi di produzione. A farne le spese erano ovviamente gli utenti finali, poco tutelati, costretti spesso a sostenere elevati costi di riparazione (anche a causa del periodo di garanzia limitato ad un solo anno), imputabili esclusivamente a gravi carenze del prodotto. Fortunatamente la lezione è servita, la qualità costruttiva è progressivamente migliorata, il periodo di garanzia legale è passato a 2 anni (scopri qui quanto dura la garanzia sulle auto nuove e usate) e certe Case accordano garanzie convenzionali ancora più estese. Ma a volte i fantasmi del passato ritornano come nel caso del lettore e proprietario di una Mazda CX5 che andiamo a commentare.

GLI ALBERI A CAMME SI CONSUMANO

il nostro lettore  Sig. Francesco Di Feo, possessore di una Mazda CX5 2.2 D, immatricolata nell'aprile 2013, ci informa che la sua auto è ricoverata da oltre 2 mesi presso un'officina autorizzata Mazda per un grave guasto al motore. Dopo molte insistenze il cliente è riuscito ad ottenere un preventivo scritto per un totale di ben  6927 euro IVA compresa (5000 euro + IVA di ricambi + 656 euro di mano d'opera (vedi allegato). Il preventivo riguarda la sostituzione del semi-motore (il motore senza la testata), oltre a vari componenti della distribuzione tra cui gli alberi a camme molto usurati già sostituiti in garanzia una prima volta a marzo 2015 a soli 89 mila km. Ma cosa è successo realmente? Per saperlo riportiamo uno stralcio dell'e-mail inviataci dal nostro lettore.
Da quell'intervento (sostituzione alberi a camme, ndr) passa un anno e mezzo e siamo ad ottobre del 2016, precisamente a 165.000 km, con l'auto fuori garanzia.Viaggio a circa 30-40 km/h, sento un calo di potenza al motore, mi fermo ed il motore non gira. A quel punto chiamo il carroattrezzi. Capisco che il problema è importante, chiedo di fare una diagnosi al motore e di chiamare un ispettore Mazda. Dall'analisi fatta dal capo officina e dall'ispettore Mazda, l'autovettura ha avuto la totale esplosione della pompa dell'olio, inoltre gli alberi a camme sono di nuovo consumati letteralmente come nell'intervento effettuato a 89.000 km. Con una vettura del costo di  40.000 euro con motore fuso e regolarmente tagliandata, faccio davvero fatica a pensare di non essere nel giusto. L'ispettore invia le foto a Mazda e  da li un calvario:  passano circa 50 gg e nel frattempo a mie spese pago un auto in affitto. Questa settimana ho avuto il responso: il danno è di oltre 6.000 euro, in quanto va sostituito  il semi-motore e tutta la distribuzione. Mazda si dice pronta a concorrere nella spesa ma pretendono che io prima firmi una ulteriore liberatoria e poi mi diranno in quale percentuale vogliono concorrere.Chiaramente infuriato mi rifiuto di firmarla.

LE NOSTRE VALUTAZIONI

Come detto, il nostro lettore sottolinea che a marzo 2015 sulla sua vettura sono stati già sostituiti in garanzia i due alberi a camme molto usurati dopo una percorrenza di soli 89 mila km. In tale occasione la concessionaria riparatrice ha sottoposto al cliente una dichiarazione liberatoria (vedi allegato) che lo stesso si è rifiutato di firmare considerandola scorretta e non in linea con i normali diritti sanciti dal Codice Civile e dal Codice del Consumo (leggi qui quanto dura la garanzia sulle riparazioni in officina). Ci risulta peraltro che il problema dell'usura degli alberi a camme coinvolge i motori Skyactiv 2.2 diesel montati sulle Mazda CX-5 e su altri modelli della Casa giapponese, a causa di errato trattamento termico di indurimento superficiale. A conferma che la citata anomalia di fabbricazione sia nota e riconosciuta dalla Casa di Hiroshima, la stessa ha emesso in data 26 settembre 2014 (aggiornato il 05 febbraio 2015) un dettagliato bollettino tecnico allo scopo di fornire alla rete autorizzata le opportune istruzioni tecniche e procedurali per la sostituzione in garanzia dei componenti incriminati. La foto che segue, inviataci dal lettore, evidenzia la profonda usura creatasi negli eccentrici. Gli alberi a camme migliorati sono stati introdotti in produzione dal 17 settembre 2013 ma la vettura in questione è stata prodotta prima ed immatricolata, come detto, ad aprile 2013, dunque rientra ampiamente nel range di telai coinvolti nell'anomalia, come abbiamo avuto modo di verificare.

IL PROBLEMA SI RIPRESENTA

Nel caso specifico, la seconda usura anomala degli alberi a camme si è verificata nuovamente dopo appena 76 mila km e ciò dimostra, senza ombra di dubbio,  che anche i nuovi alberi a camme montati a marzo 2015 presentano lo stesso difetto costruttivo. Alla luce di questi elementi oggettivi, la Casa avrebbe dovuto attuare una procedura totalmente a favore del cliente, anziché trincerarsi su posizioni pretestuose e strettamente burocratiche circa la garanzia scaduta (la garanzia Mazda è di 3 anni/100 mila Km). Analoga liberatoria, come ci  riferisce il lettore, gli è stata sottoposta  (da un'altra concessionaria) in occasione del nuovo guasto, la cui accettazione è stata considerata condizione indispensabile per ottenere un contributo parziale per il costo dell'intervento da parte di Mazda Italia. Il nostro lettore  precisa inoltre che, secondo quanto riferitogli dal riparatore autorizzato, tale contributo sarebbe stato del 50% sul costo totale del materiale, ma dopo qualche giorno il lettore apprende che invece è solo di 900 euro (pari al 18% del totale materiali). Anche in questo caso il nostro lettore si è rifiutato di firmare tale dichiarazione che, così formulata, appare comunque inusuale e illegittima specie se richiesta, come avvenuto la prima volta, a seguito di intervento su vettura coperta da garanzia legale e convenzionale o, come per il recente guasto, a fronte  di una riparazione dal notevole costo a carico dell'utente.

LA RISPOSTA DI MAZDA

Mazda Italia, da noi interpellata, precisa fra l'altro che: "non vi è alcuna correlazione tra la precedente sostituzione degli alberi a camme e l'attuale guasto al semi-motore". "Ad ogni buon conto", prosegue la risposta di Mazda Italia, "nonostante sulla vettura sia stata riscontrata una manutenzione irregolare e la garanzia sia scaduta da oltre un anno, è stato proposto un contributo sulla riparazione a titolo di correntezza commerciale". Il contributo a cui Mazda fa riferimento sono i 900 euro citati in precedenza, cifra che rappresenta solo il 13% del costo totale dell'intervento riparativo preventivato. In pratica uno sconto. Visto che il cliente dovrebbe comunque pagare oltre 6000 euro per la riparazione ed avrà quindi tutto il diritto di usufruire, se necessario, della garanzia sui ricambi originali montati e sulla mano d'opera, nel pieno rispetto degli obblighi di legge, non si comprende il significato della dichiarazione liberatoria sottoposta al nostro lettore il quale dovrebbe rinunciare a "ogni e qualsiasi ulteriore diritto, pretesa, ragione e/o azioni..". In merito alla non correlazione sostenuta da Mazda  tra l'usura degli alberi a camme e il grave guasto al motore, nutriamo seri dubbi. Dagli elementi emersi sembra invece che la rottura della pompa dell'olio sia la diretta conseguenza dei cospicui detriti metallici (limatura metallica) prodotti dall'usura degli alberi a camme. Per quanto riguarda la presunta manutenzione irregolare a cui è stata sottoposta la vettura in questione, il proprietario della stessa ci riferisce di avere consegnato le relative fatture dei tagliandi effettuati alla concessionaria interessata. Ma anche se fosse comprovata una manutenzione irregolare, la circostanza sarebbe ininfluente e del tutto estranea nei riguardi del ripetuto e riconosciuto problema di usura alberi a camme e del conseguente maggiore danno al motore.

LE LIBERATORIE

In merito alle liberatorie, possiamo osservare che non è affatto corretto chiedere di firmare una dichiarazione del genere per un intervento effettuato in garanzia su un veicolo coperta da garanzia.  Analogamente, non si può chiedere di accettare una riparazione a saldo e stralcio e poi chiederne il pagamento quasi totale. E' vero altresì che tale dichiarazione può interpretarsi  come prassi contraria al Codice del Consumo, ed è  anche vero, nel caso l'utente non sia "consumatore" (vetture intestate a società), che restano irrinunciabili e fatti salvi  i diritti previsti dalla legge in tema  di garanzia sui ricambi e sulle riparazioni, in caso di vizi ulteriori e/o occulti che si manifesteranno in futuro. Il lettore ci riferisce che, salvo eventuali e improbabili ripensamenti di Mazda, adirà le vie legali. SicurAUTO.it spera che vi sia ancora spazio per una definizione più equa e soddisfacente del caso, convinti che una vertenza legale con un cliente insoddisfatto (e il più delle volte perso) rappresenti comunque una sconfitta per qualsiasi Casa costruttrice.

Pubblicato in L'esperto di SicurAUTO il 10 Gennaio 2017 | Autore: Bruno Pellegrini


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