GM paga i concessionari USA per chiudere, mentre in Italia sono soffocati dai costi

I concessionari auto in Italia sono strozzati dai costi e spesso falliscono, negli USA invece chi chiude riceve un premio

GM paga i concessionari USA per chiudere, mentre in Italia sono soffocati dai costi
Il gruppo GM ha proposto a circa 400 concessionari Cadillac operanti negli USA di rinunciare al mandato dietro  pagamento di un cospicuo risarcimento in denaro. I dealers contattati rappresentano il 40% della rete Cadillac in America. La somma offerta varia da un minimo di 100mila dollari a un massimo di 180 mila dollari. Secondo quanto riporta Automotive News, Johan De Nysschen, presidente del brand Cadillac, ha stimato in 50 milioni di dollari il costo dell'intera operazione. I concessionari che decideranno di restare dovranno accettare il nuovo  programma "Project Pinnacle" che stabilirà incentivi differenziati  in funzione delle vendite.  "Ogni singolo dealer Cadillac dovrà avere il potenziale per ottenere profitti più alti rispetto a quelli attuali", ha dichiarato De Nysschen. I concessionari hanno tempo fino al 21 novembre per decidere se accettare la "liquidazione" o aderire al rigido programma imposto da Cadillac. In altre parole hanno la possibilità di scelta che ai colleghi italiani (di vari marchi) non è concessa e se non si rispettano gli standard, a volte irraggiungibili per via della crisi, sono costretti a chiudere bottega senza premio di consolazione.

ELIMINARE I CONCESSIONARI  PICCOLI

E' legittimo chiedersi quali siano i motivi che hanno indotto GM ad elargire 50 milioni di dollari per convincere oltre il 40% della rete Cadillac a cessare i rapporti contrattuali con la Casa. In primo luogo la necessità di ridurre il numero dei concessionari che, allo stato attuale, risulta eccessivo per un brand luxury. Inoltre, i 400 dealer selezionati per la chiusura, sono i più piccoli che nel 2015 hanno venduto una media di circa 50 vetture a testa. Questa cifra rappresenta solo il 9% delle vendite Cadillac in America. Se è vero che  la cessazione delle piccole concessionarie avrà un impatto iniziale limitato sulle vendite Cadillac, sarà da verificare se, a lungo termine, questa sia stata la mossa giusta per il prestigioso brand di GM.

IMPOSSIBILE IN ITALIA

E' molto probabile che buona parte dei concessionari Cadillac da sacrificare abbiano altri mandati che consentiranno comunque la sopravvivenza aziendale. Poi i dealer "esodati" avranno l'opportunità di trovare altri nuovi marchi in un mercato, quello americano, molto più vasto e libero del nostro. A ben vedere, le somme proposte da GM per lasciare la rete Cadillac non possono definirsi adeguate dal punto di vista economico. I concessionari italiani, di fronte ad una simile proposta, rilancerebbero subito aumentando notevolmente la posta e minacciando le vie legali. Oppure accetterebbero le dure condizioni imposte da Casa Madre (leggi qui dei concessionari italiani in crisi), in attesa di tempi migliori come accaduto tante volte in questi ultimi anni di grave recessione economica che ha coinvolto in modo drammatico il mercato nazionale dell'auto.

CONCESSIONARI STRITOLATI

Dal 2008 ad oggi in Italia hanno chiuso o sono fallite diverse centinaia di concessionarie auto travolte dalla crisi, con perdita di migliaia di posti di lavoro. Questo è accaduto spesso  nell'indifferenza delle Case pronte a trovare il sostituto di turno, ma anche nella totale, cinica indifferenza dei vari Governi centrali, i quali, anziché recepire gli appelli accorati e le proposte  delle associazioni di settore (Anfia, Unrae, ACI, Federauto, ecc.), si sono accaniti duramente contro il comparto auto con nuove tasse e restrizioni di ogni genere.  Senza ombra di dubbio le Case hanno le proprie responsabilità poiché negli anni delle vacche grasse (fino al 2007) hanno imposto alle reti di vendita pesanti investimenti per adeguare le sedi e le  aziende agli elevati standard del marchio.  Tutto ciò ha creato, in molti casi, mega-strutture con costi esorbitanti divenuti poi insostenibili con la drastica riduzione dei profitti. Dallo scorso anno il mercato dell'auto in Italia ha mostrato incoraggianti segni di ripresa. Lo Stato è ancora latitante, almeno si spera che le Case abbiano recepito la lezione.

Pubblicato in L'esperto di SicurAUTO il 28 Settembre 2016 | Autore: Bruno Pellegrini


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