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Codice della strada, i ristoratori: "Un cliente su tre non beve più"

Il presidente dell'Epat mette sotto accusa il rigore del codice della strada. "La congiuntura difficile? Può incidere, però il vero freno si chiama etilometro. Prima in quattro consumavano dalle ...

Categoria: Codice della Strada | 05 Settembre 2010 | Redazione SicurAUTO.it
Il presidente dell'Epat mette sotto accusa il rigore del codice della strada. "La congiuntura difficile? Può incidere, però il vero freno si chiama etilometro. Prima in quattro consumavano dalle due alle tre bottiglie, ora si fermano a una".

"Un po' di vino?". "No, grazie. Beviamo acqua, se no poi chi guida?". Un dialogo che inizia a costare caro ai ristoratori torinesi. Vedere una bottiglia sul tavolo, ormai, è sempre più difficile. Nessuno mette in dubbio la necessità della stretta sui tassi di alcol per chi si mette al volante dopo cena, ma l'effetto alla fine dell'anno sui bilanci inizia a farsi sentire. Negli ultimi due anni il calo pro-capite del consumo di vino al tavolo è del 38-40 per cento sotto la Mole. Il calcolo lo ha fatto il presidente dell'Epat, Carlo Nebiolo, titolare del Marco Polo. "Se prima quattro persone bevevano tranquillamente dalle due alle tre bottiglie in una cena normale, diciamo un bicchiere a portata, ora in quattro si consuma a mala pena una bottiglia", spiega il numero uno dei ristoratori di Torino. Facendo la proporzione tra i litri venduti a cavallo tra il 2007 e il 2008 e quelli usciti dalla cantina nell'ultimo anno viene fuori il taglio consistente che i torinesi hanno dato alle bevute.

Ma il rigore del codice della strada, che proibisce l'alcol ai neopatentati, è solo una scusa? "No, no - aggiunge Nebiolo - non escludo che ci sia un effetto crisi, ma basta analizzare il comportamento dei clienti storici. Con le nuove regole se si sforano di poco i limiti si rischia molto. E le persone rinunciano. Anni fa avevamo avuto un effetto simile sui superalcolici, ma per un'altra ragione". Sui tavoli sotto la Mole sono spariti anche i bicchierini, il classico "poassa cafè" già da molto tempo, non per paura dei test della polizia stradale lungo la strada del ritorno a casa, ma per la legge Sirchia anti-fumo: "I clienti, non potendo più accendersi una sigaretta, preferiscono lasciare perdere".

Se non ci sarà un cambio di tendenza nel giro di poco il consumo di vino nei locali si dimezzerà: "Speriamo che anche in Italia cambi il comportamento delle persone - dice Nebiolo - nei Paesi del Nord quando si esce a cena si decide chi avrà l'onere di riportare a casa la combriccola. Insomma, un guidatore designato che non tocca una goccia di alcool per tutta la sera". Altra strada? Quelli che stanno cercando di fare un business sulle nuove norme del codice, mettendo a disposizione autisti che arrivano in motorino e riportano a casa i clienti con la loro auto. E in aggiunta ci sarebbe sempre il taxi, sia in andata sia in ritorno. "Nel ristorante che gestisco - racconta Nebiolo - offriamo il servizio taxi, ma dipende molto anche dal cliente. Non sempre per noi è conveniente".

Negli anni il pasto medio è cambiato: ormai è raro fare una cena completa, dall'antipasto al dolce, innaffiata di bevande. Si scelgono al massimo due portate, antipasto secondo, antipasto primo, più raro primo e secondo. Ed è per questo che i prezzi dei singoli piatti sono sensibilmente lievitati. "Se in più si aggiunge la riduzione degli alcolici - dice Nebiolo - è difficile far rientrare per un ristoratore medio-alto nel conto il servizio taxi. Sarebbero necessarie convenzioni con le centrali. Ma il dubbio è che alla fine non ci sia nemmeno la clientela a sufficienza per sostenerle. In primavera su Torino c'è stata una ripresa, ma nei mesi estivi abbiamo registrato un nuovo calo delle cene fuori casa".

Nella foto il presidente dell'Epat Carlo Nebiolo

fonte - torino.repubblica.it

  1. Giuliano Cosimetti il giorno 06/09/2010 09:08 ha scritto:
    Anche io sono molto incredulo sull'efficacia dell'etilometro, credo che sia più semplice utilizzare i vecchi test, come ad esempio camminare un lungo una linea ecc.
    .
    Bisogna anche dire che molte persone che conosco molto bene e abituate a bere troppo, sono finalmente riuscite a moderarsi.

    Evidentemente l'automobilista italiano deve essere educato in questo modo, visto anche l'alto numero di incidenti provocati dall'alcol.

    Mi dispiace per i ristoratori, spero per loro che tornino a servire lo stesso numero di bottiglie di vino.
  2. Andrea Mick il giorno 16/09/2010 18:28 ha scritto:
    Se prima quattro persone bevevano tranquillamente dalle due alle tre bottiglie in una cena normale, diciamo un bicchiere a portata, ora in quattro si consuma a mala pena una bottiglia

    nei Paesi del Nord quando si esce a cena si decide chi avrà l'onere di riportare a casa la combriccola.

    Si vede che in Italia a un tavolo da 4 ognuno è andato al ristorante con la propria auto, altrimenti non si capisce perché gli altri tre non dovrebbero bere per paura dell'etilometro.
    O forse il presidente dell'Epat (curioso che il nome scelto sia anche il prefisso, derivato dal greco, per "fegato") ha esagerato con i "poassa cafè"? A proposito, non è che la gente non si beve più il liquorino perché un bicchierino costa come un bidone al supermercato? No, sicuramente il motivo è che non ci si può più accendere la sigaretta dopo. Infatti è noto che nelle camere d'albergo per non fumatori non si fa l'amore.
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