Auto e furgoni frigo: durata e rinnovo del permesso ATP

Si avvicina l'estate e aumenta l'attenzione su auto e furgoni frigo per il trasporto di merci deperibili. Ecco cosa bisogna sapere sul permesso ATP

Auto e furgoni frigo: durata e rinnovo del permesso ATP
Fanno parte, ormai da tempo, del paesaggio delle città e delle nostre strade e svolgono un compito quotidiano ma tutt'altro che banale: sono i furgoni frigo, quei mezzi che permettono il trasporto a temperatura controllata di merci deperibili. Questi veicoli hanno un utilizzo prettamente lavorativo ma oggi ne parliamo perché può essere interessante capire cosa c'è dietro l'adeguamento di un mezzo di trasporto che nasce su un pianale "normale" e che, proprio per la sua valenza professionale, alimenta un importante mercato di furgoni frigo usati. Il tema interessa anche perché questi veicoli sono soggetti a ulteriori norme sulla sicurezza che, pur se alimentare, sempre sicurezza è. (leggi di Polstrada che blocca un furgone frigorifero che portava i formaggi... al caldo!).

L'ATP È INTERNAZIONALE

I furgoni frigo devono ottemperare ad una corposa serie di norme, il cui primo nucleo risale addirittura al 1970 e che sono raccolte sotto la sigla ATP. L'Accord Transport Perissable, letteralmente "Accordo sul trasporto dei deperibili" ha visto infatti la luce a Ginevra il 1° settembre 1970 a seguito della forte spinta della Commissione economica per l'Europa e dall'Organizzazione delle Nazioni Unite. Queste norme si riferiscono agli "Accordi sui trasporti internazionali delle derrate deteriorabili e dei mezzi speciali da utilizzare per questi trasporti", una definizione che in effetti contiene moltissimi temi tecnici e legislativi. È interessante sapere che, oltre alla grande maggioranza dei Paesi europei, hanno aderito agli accordi ATP anche Russia, Marocco e Stati Uniti.

NORME DA RISPETTARE

Nel novembre 1976 l'accordo è entrato in vigore in Italia e ha subìto, com'è facile immaginare, diverse modifiche. Un primo chiarimento è arrivato con la Circolare ministeriale 118/80, poi integrata da altre circolari. Una sorta di punto fermo è stato poi il Decreto legislativo n. 285 del 30/04/1992 che ha definito con precisione quali norme valgono in Italia: l'attuale assetto legislativo deriva proprio da questo provvedimento.
In questo modo si sono definiti, per esempio, i tipi Isotermico, Coibentato e Frigorifero,  sono le categorie più ricercate tra i furgoni frigo usati che si possono trovare con una certa facilità e in ogni fascia di prezzo per chi punta a un investimento dal budget ridotto. Questi veicoli devono essere dotati di certificato ATP, rilasciato, partire dal 1984, Ministero dei Trasporti che provvede alla verifica delle norme tramite gli uffici provinciali della Motorizzazione Civile. L'aspetto igienico, molto importante per i veicoli che trasportano derrate alimentari, viene invece verificato dagli uffici locali del Ministero della Sanità (anche il trasporto degli animali vivi deve avvenire secondo norme ben precise). Nelle norme si legge infatti che: "il trasporto di sostanze alimentari deve avvenire con mezzo igienicamente idoneo e tale da assicurare alle medesime una adeguata protezione, in relazione al genere delle sostanze trasportate, evitando ogni causa di insudiciamento o altro danno".

SCADENZE PRECISE

La durata complessiva di una certificazione ATP è di 12 anni a partire dalla data del rilascio ma questo periodo ha delle scadenze intermedie che attestano la permanenza dei dati nominali e l'efficienza del sistema di mantenimento del controllo della temperatura. Il primo di essi si fa dopo 6 anni dal rilascio della prima certificazione ATP e, se viene superato, l'attestazione verrà prorogata di 3 anni, trascorsi i quali se ne potrà ottenere un'altra per ulteriori 3 anni; è comunque possibile ottenere altri anni di certificazione facendo revisionare il veicolo presso un centro prove ATP.
È interessante notare che il mancato rinnovo dell'attestazione ATP implica una decadenza dell'idoneità alla circolazione del mezzo. Notiamo che fra i tipi di furgoni frigo esiste quello refrigerato: il freddo non viene generato da un gruppo frigorifero ma bensì da piastre eutettiche che immagazzinano il freddo con un meccanismo simile a quello delle "mattonelle" usate nelle borse termiche da picnic. Esse vengono generalmente "caricate" da gruppi esterni durante le ore di fermo del mezzo e devono essere in grado di mantenere, con una temperatura esterna di +30°C, la temperatura all'interno della carrozzeria vuota entro valori prefissati per almeno 12 ore. I veicoli refrigerati si dividono in 3 categorie in base alla classe ATP: i classe A: raggiungono la temperatura di +7°C, i classe B arrivano a -10°C e i classe C a -20°C.

Pubblicato in Codice della Strada il 20 Aprile 2017 | Autore: Nicodemo Angì


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