Le auto sono armi: l'attentato di Londra lo conferma

Non serve una bomba per fare una strage, basta mettersi al volante di un’auto e usarla come un’arma. I recenti episodi in Europa fanno riflettere

Le auto sono armi: l'attentato di Londra lo conferma
Le auto, i camion, gli autobus e qualsiasi altro veicolo omologato per circolare su strada andrebbero iscritti nella categoria delle armi improprie. Lo abbiamo imparato con la strage di Nizza, lo abbiamo rivisto nell'attentato di Berlino a ridosso delle festività natalizie e l'immagine di copertina dell'auto, usata come ariete fino al Parlamento a Londra, rappresenta solo il culmine di un modus operandi attribuito dall'immaginario collettivo solo al terrorismo. Ma quante volte si sente parlare di episodi simili? Quante volte, sedendoci al volante, ci fermiamo a pensare quanto letale possa essere, se usata nel modo sbagliato, l'arma con cui abbiamo familiarità da oltre un secolo chiamata automobile?

L'ATTENTATO A LONDRA

La nostra non è solo una mera provocazione ma una riflessione alimentata dai recenti fatti di cronaca che hanno dimostrato quanto, a prescindere da ideali politico-religiosi che spingono a mettere in scena surreali follie, non serve indossare una cintura di dinamite o dirottare un aereo per mietere vittime. Ne è la dimostrazione l'attentato di matrice terroristica avvenuto a Londra, dove la Hyundai Tucson guidata da un forsennato ha investito diverse persone percorrendo il ponte sul Tamigi, per poi ferire a morte un poliziotto davanti al palazzo di Westminster. Prima di impugnare il coltello contro l'agente nel cortile del Parlamento, l'attentatore si è servito solo ed esclusivamente dell'auto per la carambola tra i passanti che ha provocato 20 feriti e 2 vittime, oltre al poliziotto caduto in servizio.

PEDONI COME BIRILLI ABBATTUTI

Di proporzioni ben più grosse sono invece gli episodi di Nizza nell'immagine sopra e poi Berlino nell'immagine sotto, a distanza di pochi mesi l'uno dall'altro ma con un copione praticamente identico. E' sulla Promenade des Anglais, la passeggiata sul lungomare di Nizza, che in occasione della festa nazionale francese, l'autocarro guidato da Mohamed Lahouaiej-Bouhlel è piombato sulla strada chiusa al traffico gremita di turisti provocando 87 morti (incluso l'attentatore) e 302 feriti. Al di là delle presunte falle nei controlli di sicurezza ai posti di blocco della Polizia, anche in questo caso zero tracce di esplosivi, camion spacciato per il trasporto di gelati e una pistola utilizzata dal conducente per spianarsi la strada verso la folla gremita. L'attentato di Berlino non fa eccezione: l'attentatore, Anis Amri, in quel caso ha intercettato e rapinato il tir carico di travi di acciaio guidato da un polacco e diretto alla Thyssenkrupp Schulte di Berlino. Solo poche ore dopo, il 19 dicembre 2016, piomberà sul mercatino di Natale nel quartiere berlinese a Breitscheidplatz, facendo incetta di vittime (12 morti e 56 feriti).

L'AUTO SCONOSCIUTA E SOTTOVALUTATA

Se proviamo un attimo a sorvolare sull'intenzionalità di questi personaggi protagonisti di attentati e stragi di stampo terroristico, ci rendiamo conto quanto sia facile sottovalutare la distrazione di prendere il cellulare cascato a terra, l'ebbrezza di concedersi un bicchiere di troppo in compagnia o anche solo girarsi a parlare con chi è seduto affianco o dietro. L'auto è da sempre il simbolo di libertà conquistata a 18 anni, strumento di lavoro per chi guida ore ogni giorno per guadagnarsi da vivere e mezzo di scoperte e avventure (leggi qui della prima traversata in solitaria di una donna al volante di una Mercedes), ma se non guidata da persone lucide, coscienti e preparate può fare realmente stragi ogni giorno. Guidate con attenzione, indossate le cinture di sicurezza, allacciate i bimbi nei seggiolini e ricordate che siete responsabili dell'incolumità dei vostri passeggeri (e degli altri utenti della strada), siete voi ad imporre che anche chi siede dietro in auto viaggi sicuro allacciando la cintura. Sai cosa succede in un incidente con le cinture slacciate? Guarda questo video e pensa se davvero ne vale la pena!

Pubblicato in Blog della Redazione il 23 Marzo 2017 | Autore: Redazione


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