Home > Blog della Redazione > Incidenti: dati Istat sballati? Non una grande novità

Incidenti: dati Istat sballati? Non una grande novità

L'Associazione Lorenzo Guarnieri contesta i dati Istat sugli incidenti stradali. In effetti, quelle statistiche sono da prendere con le pinze

Categoria: Blog della Redazione | 13 Aprile 2012
incidente mortale

I dati Istat sugli incidenti stradali in Italia non sono precisi: lo afferma l'Associazione Lorenzo Guarnieri. La quale bene ha fatto a denunciare la cosa (è un'associazione meritevole, che si batte a favore della sicurezza stradale): che quelle statistiche non siano molto veritiere è cosa nota da un pezzo. Si veda qui e qui i nostri articoli, scritti in tempi non sospetti.

COSA DICE L'ASSOCIAZIONE GUARNIERI - "A  livello nazionale la mortalità dovuta a reati stradali nel 2010 non di 4.090 persone come annunciato dall'Istat, ma si può stimare in almeno 4.703": lo spiega Stefano Guarnieri, papà di Lorenzo, ucciso nel 2010 da una persona che guidava un motorino sotto l'effetto di alcol e droga. Seconda stilettata: i dati Istat non prendono in considerazione che il sinistro sia stato causato da un guidatore in stato alterato. E terzo, grazie a uno studio effettuato in collaborazione con l'Istituto di ricerca e programmazione economica per la Toscana (Irpet), l'Associazione ha verificato che l'errore fatto nei confronti di Lorenzo non è un caso isolato. In provincia di Firenze, nel 2010 sono morte 69 persone, mentre l'Istat ne riporta 58 e il sistema di rilevazione Sirss della regione Toscana ne riporta 59. Nella provincia di Forlì-Cesena nel 2010 i morti per scontri stradali sono stati 39 (fonte ASAPS) e non 34 come indicato dall'Istat.

COSA RISPONDE L'ISTAT - "A partire dal 2010, la rilevazione sugli incidenti stradali con lesioni alle persone è stata sottoposta a una profonda rivisitazione dei suoi aspetti organizzativi anche per superare fenomeni di sottostima, come quelli segnalati dallo studio dell'Associazione Lorenzo Guarnieri, e per migliorare la tempestività e la qualità della rilevazione nel suo complesso". Ma dov'è il problema? "La tempistica di invio delle informazioni a Istat è a cadenza trimestrale e il consolidato annuale (riferito all'anno precedente) è fissato al 31 maggio di ogni anno. Entro questa data le Regioni che collaborano all'indagine devono assicurarsi che la raccolta presso gli organi di rilevazione (Polizia stradale, Carabinieri e Polizia municipale) sia completa ed esaustiva. Può accadere però che le unità territoriali preposte alla raccolta dei dati continuino ad aggiornare i loro archivi con casi che non erano stati comunicati entro il 31 maggio. Date queste tempistiche, quindi, è plausibile una sottostima del fenomeno". E in effetti l'Istat si limita ad assemblare i dati che riceve, per ricavarne statistiche. Che poi queste ultime abbiano un valore relativo, è un altro discorso.

IL PROBLEMA DELLA PROIEZIONE - Se è vero che i dati Istat non sono attendibili, è altrettanto vero che i 4.700 e passa morti indicati dall'Associazione Guarnieri sono solo una stima, fatta con una proiezione. Infatti, l'Istat replica che è "statisticamente scorretto fare proiezioni di dimensioni nazionali partendo da un numero limitato di osservazioni e senza ulteriori riscontri. La Regione Toscana, proprio in virtù della sua adesione al Protocollo, gestisce in maniera decentrata la rilevazione degli incidenti stradali con lesioni a persone (di cui Istat è titolare). Per effettuare la raccolta dei dati la Regione si avvale della collaborazione di Uffici di statistica o Centri di monitoraggio provinciali preposti alla gestione della rilevazione tramite il sistema Sirss, attraverso il quale sono stati comunicati all'Istat i dati 'incriminati'".

ALCOL E DROGA - L'Istituto nazionale di statistica risponde anche alle critiche dell'Associazione Guarnieri sulla qualità dei dati relativi allo stato psicofisico del conducente che ha causato l'incidente mortale: "L'Istat, consapevole che tali informazioni possono essere distorte in quanto gli organi di rilevazione, in taluni casi, non le inseriscono nel modello di rilevazione, dal 2009 ha deciso di non pubblicare i dati sullo stato psicofisico dei conducenti. La critica è nata pertanto dall'esame di un singolo caso e non dai dati statistici aggregati che vengono ufficialmente diffusi dall'Istat". Però questa soluzione dell'Istat, di non rendere pubblici i dati perché non li conosce, è assurda: quelle ricerche, quelle statistiche, dovrebbero invece aiutare istituzioni e associazioni a mettere in atto soluzioni al problema sicurezza stradale. E invece, un dato che non si è in grado di monitorare viene semplicemente eliminato. Troppo facile...

di E.B.

© Riproduzione Riservata
fulvio figliomeni il giorno 27/04/2012 14:47 ha scritto:
avatar fulvio figliomeni
E' certamente grave il fatto che ci siano dubbi sull'attendibilità dei dati ISTAT. Anche perché, per effetto degli accordi comunitari, l'Italia aveva assunto l'onere di dimezzare le vittime di incidenti stradali nel periodo 2000 - 2010. Secondo i dati ACI - ISTAT, la riduzione ha sfiorato la soglia del 50%. Ma se questi non sono reali, a quali valori dovremmo attenerci?
Attenzione però a distinguere l'attendibilità dei valori assoluti (sulla quale, a questo punto, conviene avere qualche dubbio), da quella dei dati relativi, che esprimono una tendenzialità di comportamento da parte dei conducenti italiani.
Vuoi partecipare alla discussione?
Puoi farlo indicando solo nome e indirizzo email (anonimo), oppure accedendo con il tuo account facebook o twitter cliccando sui due pulsanti corrispondenti.
   

Listino auto nuove

Le più cliccate

Audi A4

Audi A4 - berlina 3 vol. 4 Porte

€ 30.550 - € 51.620

Volvo V60

Volvo V60 - wagon 5 Porte

€ 30.450 - € 62.450

Audi A4

Audi A4 - wagon 5 Porte

€ 32.150 - € 53.220

BMW Serie 3

BMW Serie 3 - berlina 3 vol. 4 Porte

€ 30.550 - € 76.750

Dacia Duster

Dacia Duster - SUV 5 Porte

€ 11.900 - € 17.850