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Incidenti: dati Istat sballati? Non una grande novitÃ
L'Associazione Lorenzo Guarnieri contesta i dati Istat sugli incidenti stradali. In effetti, quelle statistiche sono da prendere con le pinze
I dati Istat sugli incidenti stradali in Italia non sono precisi: lo afferma l'Associazione Lorenzo Guarnieri. La quale bene ha fatto a denunciare la cosa (è un'associazione meritevole, che si batte a favore della sicurezza stradale): che quelle statistiche non siano molto veritiere è cosa nota da un pezzo. Si veda qui e qui i nostri articoli, scritti in tempi non sospetti.
COSA DICE L'ASSOCIAZIONE GUARNIERI - "A livello nazionale la mortalità dovuta a reati stradali nel 2010 non di 4.090 persone come annunciato dall'Istat, ma si può stimare in almeno 4.703": lo spiega Stefano Guarnieri, papà di Lorenzo, ucciso nel 2010 da una persona che guidava un motorino sotto l'effetto di alcol e droga. Seconda stilettata: i dati Istat non prendono in considerazione che il sinistro sia stato causato da un guidatore in stato alterato. E terzo, grazie a uno studio effettuato in collaborazione con l'Istituto di ricerca e programmazione economica per la Toscana (Irpet), l'Associazione ha verificato che l'errore fatto nei confronti di Lorenzo non è un caso isolato. In provincia di Firenze, nel 2010 sono morte 69 persone, mentre l'Istat ne riporta 58 e il sistema di rilevazione Sirss della regione Toscana ne riporta 59. Nella provincia di Forlì-Cesena nel 2010 i morti per scontri stradali sono stati 39 (fonte ASAPS) e non 34 come indicato dall'Istat.
COSA RISPONDE L'ISTAT - "A partire dal 2010, la rilevazione sugli incidenti stradali con lesioni alle persone è stata sottoposta a una profonda rivisitazione dei suoi aspetti organizzativi anche per superare fenomeni di sottostima, come quelli segnalati dallo studio dell'Associazione Lorenzo Guarnieri, e per migliorare la tempestività e la qualità della rilevazione nel suo complesso". Ma dov'è il problema? "La tempistica di invio delle informazioni a Istat è a cadenza trimestrale e il consolidato annuale (riferito all'anno precedente) è fissato al 31 maggio di ogni anno. Entro questa data le Regioni che collaborano all'indagine devono assicurarsi che la raccolta presso gli organi di rilevazione (Polizia stradale, Carabinieri e Polizia municipale) sia completa ed esaustiva. Può accadere però che le unità territoriali preposte alla raccolta dei dati continuino ad aggiornare i loro archivi con casi che non erano stati comunicati entro il 31 maggio. Date queste tempistiche, quindi, è plausibile una sottostima del fenomeno". E in effetti l'Istat si limita ad assemblare i dati che riceve, per ricavarne statistiche. Che poi queste ultime abbiano un valore relativo, è un altro discorso.
IL PROBLEMA DELLA PROIEZIONE - Se è vero che i dati Istat non sono attendibili, è altrettanto vero che i 4.700 e passa morti indicati dall'Associazione Guarnieri sono solo una stima, fatta con una proiezione. Infatti, l'Istat replica che è "statisticamente scorretto fare proiezioni di dimensioni nazionali partendo da un numero limitato di osservazioni e senza ulteriori riscontri. La Regione Toscana, proprio in virtù della sua adesione al Protocollo, gestisce in maniera decentrata la rilevazione degli incidenti stradali con lesioni a persone (di cui Istat è titolare). Per effettuare la raccolta dei dati la Regione si avvale della collaborazione di Uffici di statistica o Centri di monitoraggio provinciali preposti alla gestione della rilevazione tramite il sistema Sirss, attraverso il quale sono stati comunicati all'Istat i dati 'incriminati'".
ALCOL E DROGA - L'Istituto nazionale di statistica risponde anche alle critiche dell'Associazione Guarnieri sulla qualità dei dati relativi allo stato psicofisico del conducente che ha causato l'incidente mortale: "L'Istat, consapevole che tali informazioni possono essere distorte in quanto gli organi di rilevazione, in taluni casi, non le inseriscono nel modello di rilevazione, dal 2009 ha deciso di non pubblicare i dati sullo stato psicofisico dei conducenti. La critica è nata pertanto dall'esame di un singolo caso e non dai dati statistici aggregati che vengono ufficialmente diffusi dall'Istat". Però questa soluzione dell'Istat, di non rendere pubblici i dati perché non li conosce, è assurda: quelle ricerche, quelle statistiche, dovrebbero invece aiutare istituzioni e associazioni a mettere in atto soluzioni al problema sicurezza stradale. E invece, un dato che non si è in grado di monitorare viene semplicemente eliminato. Troppo facile...
di Redazione2
Attenzione però a distinguere l'attendibilità dei valori assoluti (sulla quale, a questo punto, conviene avere qualche dubbio), da quella dei dati relativi, che esprimono una tendenzialità di comportamento da parte dei conducenti italiani.
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