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Giornata mondiale per le vittime della strada, una voce fuori dal coro
Categoria: Blog della Redazione | 16 Novembre 2009 | Redazione
Ieri è stata la Giornata Mondiale delle Vittime della Strada (a cui SicurAUTO.it ha aderito), numerose sono le iniziative che sono state organizzate in varie parti d'Italia, anche il Papa ha ricordato le vittime di questa guerra continua che si consuma sulle strade che ogni giorno percorriamo.
Inutile (o quasi) ribadire che gli incidenti possono capitare a tutti. Proprio ieri abbiamo pubblicato la testimonianza di un lettore che è rimasto illeso grazie al perfetto lavoro di squadra di cinture ed airbag. Neanche a farlo apposta abbiamo ricevuto una mail da chi si è salvato, da chi ha avuto la fortuna di essere rimasto vivo, da chi ha avuto l'intelligenza di tutelarsi allacciando la cintura.
Proprio all'indomani di tale giornata voglio fare una riflessione che forse desterà qualche scalpore. Spesso quando succedono gli incidenti si parla delle vittime solo in chiave di "compassione" senza mai riflettere sulle responsabilità che le stesse vittime A VOLTE hanno. Io, ad esempio, non ho mai visto o sentito nessun genitore fare autocritica e dire "non ho saputo insegnare a mio figlio l'uso delle cinture, altrimenti sarebbe ancora qui accanto a me".
Con questo nono voglio assolutamente dire che davanti ad una tragedia un genitore debba fustigarsi in pubblica piazza, tuttavia spesso ci si dimentica che molte delle vittime (e anche dei feriti) sarebbero evitabili con un semplice "clack". Ovviamente poi ci sono incidenti dove le cinture riescono a fare poco, tuttavia almeno si potrà dire che si era fatto tutto il possibile per limitare le conseguenze di un incidente.
Ricordo che un paio di anni fa si gridò allo scandalo per una famiglia distrutta da un pazzo ubriaco. Rimasero uccisi 3 bambini, solo i genitori riuscirono a rimanere vivi. Anche in quell'occasione si sentirono parole di odio (giustissime) verso il "pazzo ubriaco". Tuttavia nessuno ha riflettuto sulla responsablità di quei genitori che se avessero utilizzato i seggiolini probabilmente i figli se la sarebbero cavata (in tutti gli articoli non si parlava di seggiolini...).
La mia riflessione critica non vuole assolutamente essere un'accusa per nessuno ma solo una visione più ampia del problema (in)sicurezza stradale in Italia. Se ci fosse maggiore responsabilità da parte di tutti probabilmente le vittime (nel senso ampio del termine) sarebbero molte meno ogni anno. Per avere meno persone da piangere o accudire non servono limiti di velocità ridicoli, leggi più severe che nessuno fa applicare o l'alcol zero per i neopatentati, serve solo più amore per se stessi ed un semplice "clack".
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airbag, alcol, auto, esc, esp, feriti, incidente, sicurezza stradale Inutile (o quasi) ribadire che gli incidenti possono capitare a tutti. Proprio ieri abbiamo pubblicato la testimonianza di un lettore che è rimasto illeso grazie al perfetto lavoro di squadra di cinture ed airbag. Neanche a farlo apposta abbiamo ricevuto una mail da chi si è salvato, da chi ha avuto la fortuna di essere rimasto vivo, da chi ha avuto l'intelligenza di tutelarsi allacciando la cintura.
Proprio all'indomani di tale giornata voglio fare una riflessione che forse desterà qualche scalpore. Spesso quando succedono gli incidenti si parla delle vittime solo in chiave di "compassione" senza mai riflettere sulle responsabilità che le stesse vittime A VOLTE hanno. Io, ad esempio, non ho mai visto o sentito nessun genitore fare autocritica e dire "non ho saputo insegnare a mio figlio l'uso delle cinture, altrimenti sarebbe ancora qui accanto a me".
Con questo nono voglio assolutamente dire che davanti ad una tragedia un genitore debba fustigarsi in pubblica piazza, tuttavia spesso ci si dimentica che molte delle vittime (e anche dei feriti) sarebbero evitabili con un semplice "clack". Ovviamente poi ci sono incidenti dove le cinture riescono a fare poco, tuttavia almeno si potrà dire che si era fatto tutto il possibile per limitare le conseguenze di un incidente.
Ricordo che un paio di anni fa si gridò allo scandalo per una famiglia distrutta da un pazzo ubriaco. Rimasero uccisi 3 bambini, solo i genitori riuscirono a rimanere vivi. Anche in quell'occasione si sentirono parole di odio (giustissime) verso il "pazzo ubriaco". Tuttavia nessuno ha riflettuto sulla responsablità di quei genitori che se avessero utilizzato i seggiolini probabilmente i figli se la sarebbero cavata (in tutti gli articoli non si parlava di seggiolini...).
La mia riflessione critica non vuole assolutamente essere un'accusa per nessuno ma solo una visione più ampia del problema (in)sicurezza stradale in Italia. Se ci fosse maggiore responsabilità da parte di tutti probabilmente le vittime (nel senso ampio del termine) sarebbero molte meno ogni anno. Per avere meno persone da piangere o accudire non servono limiti di velocità ridicoli, leggi più severe che nessuno fa applicare o l'alcol zero per i neopatentati, serve solo più amore per se stessi ed un semplice "clack".
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