Acqualonga: il bus precipitato evitò un'auto in panne? [Video]

Un video ripreso dalle telecamere riaccende il caso sulle responsabilità degli indagati: il bus avrebbe evitato un’auto in panne cadendo dal viadotto

Acqualonga: il bus precipitato evitò un'auto in panne? [Video]
L'autobus di cui ormai si conosce la triste vicenda avvenuta sul viadotto Acqualonga lungo l'autostrada A16 Napoli-Canosa, sarebbe precipitato a causa di una manovra di emergenza dell'autista per evitare, forse, un'auto trainata in modo illecito e pericoloso, sfuggita ai controlli della Polizia ma non alle telecamere posizionate sull'autostrada. Diversamente da quanto sostenuto nel procedimento a carico, tra gli altri indagati, del titolare dell'azienda (per guasto meccanico ai freni del bus non revisionato), il video inedito diffuso da IrpiniaNews rimescola le carte dei ruoli e delle responsabilità, ora che si scopre dell'auto in  panne trainata da un'altra auto proprio davanti al bus che di lì a poco sarebbe precipitato; il tutto ripreso dalla telecamera di sorveglianza che non è servita ad avviare alcun intervento o dare l'allarme ad una pattuglia della Polstrada. Ma torniamo al video ritenuto irrilevante, a quanto sembra, nelle prime fasi del processo che vede coinvolti l'azienda di Gennaro Lametta e Autostrade.

IL VIDEO CHE RIBALTA LA PERIZIA

Per chi non ha seguito gli sviluppi della vicenda che ha destato molto scalpore va precisato che in seguito all'incidente, una prima perizia dell'autobus definì la causa principale nel guasto meccanico del bus che poi avrebbe sfondato il guardrail precipitando dal viadotto di Acqualonga, leggi qui del rimpallo di responsabilità per la revisione falsa e il guardrail non a norma. Il video che vi proponiamo sotto, invece, secondo il legale di Gennaro Lametta è la prova chiave che potrebbe smontare la perizia tecnica sul bus: "Ritengo che la presenza di quelle due auto trainate non possa essere archiviata come una semplice coincidenza", afferma l'avvocato Pisani a Irpinianews, seguito a ruota dal perito tecnico di parte nominato da Gennaro Lametta.

ALCUNI PEZZI POTREBBERO ESSERE DELL'AUTO

Il filmato qui sopra apre nuove ipotesi anche per il perito, nominato dal proprietario del Bus Gennaro Lametta, secondo cui "emerge la presenza di due autoveicoli che procedono a traino pochi istanti prima del sopraggiungere dell'autobus che, per cause in corso di accertamento da parte del pool di Pronto Intervento Legale, giunto quasi a ridosso delle due predette autovetture devia repentinamente a sinistra collidendo contro il guard rail posto a spartitraffico. Quanto emerso appare di rilevante è fondamentale importanza ai fini della ricostruzione cinematica del sinistro che potrebbe essere avvenuto per cause completamente diverse rispetto a quelle fino ad oggi ipotizzare e prospettate", secondo quanto riportato dal quotidiano dell'Irpinia. Uno dei detriti metallici prelevati dal luogo dell'incidente e incompatibile con il bus, infatti, potrebbe appartenere proprio ad una delle 2 auto impegnate nel traino, perso qualche istante prima della tragedia del bus.

L'ALLARME AVREBBE EVITATO LA TRAGEDIA, FORSE

Al di là dei risvolti che potranno prendere i procedimenti in sede penale e civile da qui in avanti, è d'obbligo una riflessione sulla tempestività della macchina che interviene in caso di pericolo per la sicurezza degli utenti dell'autostrada. Non sono tanto rari i casi in cui gli automobilisti si sostituiscono alle telecamere per allertare la Polizia di mandrie di animali al pascolo che irrompono in autostrada (guarda i recenti casi in Liguria e Sicilia). In questo caso però nessun automobilista è riuscito probabilmente a segnalare alla centrale operativa del 112 ciò che stava accadendo. Sul traino o il rimorchio di un'auto in panne, vietato su strade extraurbane principali e autostrade, l'art. 176 concede esplicite deroghe solo ed esclusivamente ai messi adibiti al servizio dell'autostrada, incluso il carro attrezzi purché munito di specifica autorizzazione dell'ente proprietario.

Pubblicato in Blog della Redazione il 16 Novembre 2016 | Autore: Donato D'Ambrosi


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