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BioEtanolo - Prova su strada Ford Focus Flexi-Fuel


Secondo le stime disponibili, all'interno dell'UE i trasporti sono responsabili del 21% di tutte le emissioni di gas ad effetto serra che contribuiscono al surriscaldamento del pianeta e la cifra è in aumento. Per realizzare gli obiettivi di sostenibilità, in particolare la riduzione delle emissioni di gas serra approvata nell'ambito del protocollo di Kyoto, è dunque fondamentale trovare soluzioni per diminuire le emissioni del settore.

Quasi tutta l'energia utilizzata nel settore dei trasporti dell'UE proviene dal petrolio. I giacimenti conosciuti di petrolio sono però limitati in quantità e circoscritti ad alcune regioni del mondo. Esistono nuovi giacimenti che però, nella maggior parte dei casi, saranno più difficili da sfruttare.

Garantire l'approvvigionamento energetico per il futuro non è, pertanto, solo una questione di ridurre la dipendenza dalle importazioni, ma anche una reale necessità. Tutto ciò impone quindi l'adozione di un ampio ventaglio di iniziative politiche, compresa la diversificazione delle fonti e delle tecnologie, affinché il sistema dei trasporti non vada in crisi.

L'energia del futuro potrebbe essere fornita dai bio-carburanti, valida alternativa al petrolio. Uno dei carburanti alternativi più validi è sicuramente il BioEtanolo , ovvero l'alcol etilico.

Ma dove trovare una così grande quantità di etanolo?

Tutte le sostanze contenenti zuccheri in buona quantità lasciate fermentare per mezzo di microrganismi, chiamati lieviti, con relativa semplicità riescono a trasformare gli zuccheri, sostanze naturali, in etanolo (alcool), utilizzabile dopo ulteriori trattamenti industriali, come combustibile.

L'energia così ottenuta, totalmente naturale, risulta ad emissioni di gas ad effetto serra uguale a zero. Più in dettaglio l'etanolo si ottiene per fermentazione di zuccheri prodotti dalle piante. La sua fermentazione avviene in soluzione acquosa, successivamente viene poi separato dall'acqua di fermentazione tramite processo di distillazione.

Grazie alle nuove biotecnologie l'etanolo si può ottenere dalla cellulosa contenuta nella paglia o negli scarti agricoli, con speciali trattamenti enzimatici, il vantaggio di questa procedura sarebbe quello di utilizzare materie prime "no food", disponibili in grosse quantità.

Con il BioEtanolo è anche possibile produrre il BioDiesel, biocarburante biodegradabile al 100%, per mezzo di un processo chimico chiamato trans-esterificazione degli acidi grassi, presenti negli olii vegetali, a partire da olii di origine vegetale (ad es: olii di frittura usati).

Sembra che lo stesso Otto Von Diesel inizialmente per il suo motore usasse olio di arachidi, che venne sostituito molto presto con il diesel di origine petrolifera per via del bassissimo costo di allora.

Vantaggi derivanti dall'uso del BioEtanolo

L'uso del BioEtanolo, come primo vantaggio macroeconomico, fa migliorare il rapporto debito/pil, in quanto si tratterebbe di energia prodotta al 100% nella nostra nazione (sino al 30% del nostro fabbisogno nazionale).

In tal modo si rimetterebbe in moto tutta la economia agricola legata al settore; si avrebbe una consistente riduzione del quantitativo di CO2 da fonte fossile e, nel prossimo futuro, potremo utilizzare il BioEtanolo per alimentare le celle combustile ( stack di fuel cell) che trasformano, a bordo dell'autoveicolo, il BioEtanolo in idrogeno assicurando così la produzione di energia elettrica per la propulsione dell'auto ibrida (esiste già un prototipo di Ford Focus ibrida a fuell cell).

Per finire il vantaggio economico si avrebbe per tutti perchè un litro di BioEtanolo in Svezia costa circa il 25% in meno rispetto alla benzina. Questo perchè lo stato svedese, molto attento all'ecologia, per tre anni ha rinunciato a qualsiasi tassa.

Un esempio senz'altro da seguire se vogliamo respirare aria migliore e salvaguardare il nostro pianeta!